Processo La Fiorita, Fitto condannato in primo grado

Dopo piè¹ di una giornata di Camera di Consiglio, nella tarda notte, i magistrati baresi hanno emesso il verdetto. Per l?imprenditore Angelucci, invece, 3 anni e 6 mesi. La solidarietà della politica all’ex Ministro.

Non sono i 6 anni e 6 mesi che la pubblica accusa, rappresentata dal Pubblico Ministero Renato Nitti, aveva chiesto, ma il verdetto di condanna è lo stesso molto pesante. Raffaele Fitto, Parlamentare del Popolo della Libertà ed ex Ministro per i Rapporti con le regioni e Funzione Territoriale, è stato condannato a 4 anni di reclusione dal tribunale di Bari al termine del processo denominato “La Fiorita”. Ad ogni modo, per effetto dell'Indulto gli sono stati condonati tre anni. Questo lo si è appreso, invece, solo nella tarda mattinata, ovvero quando il dispositivo della sentenza è stato messo a disposizione delle parti. Fitto è stato riconosciuto colpevole di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d'ufficio.

E' stato invece assolto dall'accusa di peculato e da un altro abuso d'ufficio. Il tribunale ha condannato l’ex Ministro, all'epoca dei fatti Presidente della Regione Puglia, per una presunta tangente da 500mila euro che avrebbe  ricevuto da Angelucci per agevolare l'affidamento di un appalto da 198 milioni di euro ad una società di proprietà dell’imprenditore per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite. Giampaolo Angelucci, invece, ha subito una condanna di 3 anni e 6 mesi. Raffaele Fitto non ha commentato la decisone del Tribunale di Bari, annunciando una conferenza stampa per le prossime ore.

E' la vicepresidente della Provincia, Simona Manca, ad esprimere solidarietà a Raffaele Fitto, sottolineando che "non si può non registrare, con rammarico e stanchezza, come alcuni provvedimenti (non solo questo) arrivino in un momento in cui gli italiani sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti al Parlamento, e come qualche magistrato che non molto tempo fa ha accusato Fitto adesso siede tra i banchi del Governo regionale". Dello stesso parere l'on. Luigi Lazzari

"Tanto la Magistratura italiana si dimostra  lenta a dare risposte al bisogno di giustizia dei cittadini, tanto persevera nel tempismo ad orologeria di alcune sue sentenze politiche. Come considerare, altrimenti, la decisione dei magistrati del Tribunale di Bari che, proprio qualche tempo fa avevano allontanato la dott.ssa Di Girolamo evidentemente non al passo con la linea scelta dalla Procura, di condannare Raffaele Fitto a dieci giorni dalla data del voto per il rinnovo del Parlamento? Purtroppo non ci sono parole che possano giustificare certe scelte incomprensibili e fuori da ogni logica. Fitto, ancora una volta, come avvenuto in precedenza, dimostrerà nelle sedi opportune di essere vittima dell’ennesimo attacco politico e noi continueremo a stargli accanto fino a quel giorno".



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