La via Francigena si ferma a Brindisi. Congedo: ‘inserire la provincia di Lecce nel percorso pugliese’

Erio Congedo, Consigliere regionale di CoR, ha presentato un’interrogazione affinché venga rivista la scelta assunta nella precedente legislatura che ha escluso la provincia di Lecce dal percorso pugliese delle Vie Francigene.

L'Istituto europeo degli itinerari culturali ha ampliato la via Francigena da Canterbury fino a Brindisi che con i suoi 2300 chilometri diventa l’itinerario culturale più lungo.  Silvia Costa, presidente della commissione Cultura del Parlamento Europeo, ha definito questo passo «una grande vittoria».  Loredana Capone, Assessore all’Industria Culturale e turistica «un risultato molto atteso». E così è.  L’insieme di percorsi che collegavano Roma con l’Europa centro-occidentale ha avuto  nell’antichità  un'importanza straordinaria sul piano storico, economico, culturale. Fondamentale, dunque, per i rapporti commerciali europei ma anche per i pellegrinaggi, soprattutto dopo l’istituzione del Giubileo.
 
 
Per questo il Consigliere regionale di Cor, Erio Congedo ha presentato un’interrogazione per chiedere che venga rivista la scelta di escludere la provincia di Lecce dal percorso pugliese delle “Vie Francigene”.
«Sarebbe un’omissione ingiustificata ed ingiustificabile – ha dichiarato Congedo – fermare a Brindisi il percorso escludendo quindi il territorio di Lecce che nei secoli ha rappresentato il punto di contatto tra il Mediterraneo e l’Europa centrale per quanto riguarda gli itinerari di fede».
 
Storicamente, il Salento per la sua posizione ha ricoperto un ruolo essenziale di tramite tra l’Oriente e l’Occidente. Terra di transito, quindi, e, per conseguenza, terra di conquista. Basta fare solo alcuni esempi: la tradizione afferma che l’apostolo Pietro sia sbarcato a Leuca prima di intraprendere il suo ultimo viaggio di evangelizzazione verso Roma e nel sud del Salento sono innumerevoli, a tutt’oggi, le “stazioni” della fede come, per esempio, quella straordinariamente importante di Leuca Piccola nel territorio di Barbarano del Capo frazione di Morciano di Leuca.
 
 «Alla luce di tali considerazioni – continua il Consigliere regionale di Cor –   appare in disaccordo con la tradizione che dal  percorso pugliese delle “Vie Francigene” sia esclusa la provincia di Lecce. Per questo con un’interrogazione al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore all’Industria Turistica e Culturale si chiede di rivedere il percorso  allargando il tracciato al territorio leccese, peraltro punto di partenza e di arrivo di ogni autentico percorso di fede».

Come già detto, una percorso che unisce da tempo il cuore dell’Europa al cuore dell’Italia sarebbe importante arrivasse anche fino al “confine della terra”.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Congedo anche Luigi Mazzei, del Direttivo Provinciale Cor: "Per la sinistra, ormai è noto, il Salento non è inserito in Puglia nella loro personale cartina geografica. Sarà certamente per questo, e non vorrei per mera ignoranza, che non hanno inserito, nel percorso pugliese delle vie Francigene, le tappe storiche del nostro territorio”. Lo dichiara l'ex consigliere regionale  Luigi Mazzei, che ha presentato un’interrogazione urgente a riguardo il 10 febbraio 2015 senza ricevere alcuna risposta.

"La via Francigena – prosegue – attraversa la Puglia approdando al porto di Otranto e Santa Maria di Leuca, due mete di rinomato pellegrinaggio religioso. Una circostanza sfuggita solo agli scienziati della ex Giunta, e riconosciuta anche da numerose pubblicazioni scientifiche condotte da varie Università.

Per questo, nella mia interrogazione, invito la Giunta regionale ed Emiliano a modificare la delibera, chiedendo a tal fine la collaborazione dell’Università del Salento. Più che un mio invito –conclude Mazzei- si tratta di un atto dovuto da parte della Regione, che non può continuare a calpestare il Salento”.
 

 



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