Lavori in corso al Convitto Palmieri. La visita del Presidente Gabellone

Riqualificazione e valorizzazione dell’area che si apre all’ingresso del centro storico, in direzione stazione FS. Questa mattina la presenza inattesa del presidente della Provincia di Lecce sul cantiere.

Sono partiti i lavori per la riqualificazione e valorizzazione dell’area che si apre all’ingresso del centro storico, in direzione stazione FS. Questa mattina la presenza inattesa del presidente della Provincia di Lecce sul cantiere.

Così come l’Abbazia di Cerrate, il Convitto Palmieri  di piazzetta Carducci sulla quale si apre la chiesa recentemente recuperata di San Francesco della Scarpa, è luogo di cantiere, grazie ai circa 8 milioni di euro  di finanziamenti derivanti dal Poin e dal Pac, nell’ambito di uno stanziamento complessivo per la Puglia di 113 milioni da destinare ai cosiddetti “attrattori culturali”. 

Il Convitto Palmieri è salito alla ribalta della cronaca non soltanto per le riprese del noto film di Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti, nel frame in cui i due fratelli di fiction Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio, se le sono date di santa ragione, ma anche per gli episodi di bivacco che hanno determinato l’intensificazione dei controlli da parte delle Forze di Polizia.
Ora l’intera area e le sale interne della sede storica della biblioteca provinciale aspira a diventare una sorta di cittadella della cultura.

In mattinata il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha voluto effettuare un sopralluogo non programmato sul cantiere che entro il 2013 sarà consegnato alla comunità salentina, almeno per la parte di struttura al piano del livello stradale.
Il "Convitto", quindi, sta rinascendo, dal chiostro alle sale. Nel chiostro durante i lavori è emersa una piccola scalinata sotterranea che conduce ad un antro sotto il piano stradale in cui si trova una grande cisterna per la raccolta dell'acqua, che affluisce da un pozzo profondo ben 20 metri collegato al fiume Idume, l'antico corso d'acqua della città di Lecce che continua a scorrere sotterraneo nel borgo antico per poi riemergere a Torre Chianca.



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