Odissea gasdotto Tap, c’è il decreto di compatibilità ambientale

Il ministro Galletti ha firmato il decreto di compatibilità ambientale dell’ opera che, secondo progetto, insisterà al largo delle coste di San Foca. Partiranno nuove attività di verifica ambientale

Un nuovo tassello nel mosaico del gasdotto, un nuovo capitolo che apre a chiare lettere alla realizzazione dell’opera. E non fa niente se il territorio interessato, ovvero il Salento, proprio non la vuole.
Nonostante nelle scorse ore sia arrivato il parere negativo del Ministero dei Beni culturali e del Turismo, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ci mette una pietra sopra e al parere risponde con un decreto.

Il Ministro Galletti ha, infatti, firmato il decreto di compatibilità ambientale del progetto presentato dalla Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) per la sezione italiana del gasdotto, aggiungendo un'altra importante pietra miliare nella realizzazione dell’infrastruttura.

Come si legge nella nota stampa di TAP, “l'approvazione arriva a valle di un attento coinvolgimento di tutte le parti interessate, del dialogo con le comunità locali, della consultazione pubblica e di una stretta cooperazione con le autorità nazionali e regionali coinvolte nel processo. TAP è impegnata a fornire responsabilmente un progetto di eccellenza e continuerà a lavorare a stretto contatto e in collaborazione con tutti i soggetti interessati”. E si specifica “Come per gli altri paesi parte del progetto, la relazione finale VIA è stata redatta nel pieno rispetto della legislazione italiana e di quella dell’Unione Europea, in accordo con i requisiti internazionali della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e della Società Finanziaria Internazionale (IFC)”.

Insomma, come si legge nel decreto, l’opera non insiste in alcuna zona marina protetta e la documentazione prodotta dimostra il rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Si specifica nel testo, inoltre, che in sede di progetto esecutivo e prima dell’inizio dei lavori occorrerà “ripetere il rilievo geofisico di dettaglio” sui fondali marini, oltre che effettuare un’ altra ispezione visiva ad opera di personale tecnico. Da qui saranno necessarie le altre autorizzazioni che dovranno partire dalle autorità locali.
Viene da dire: alla prossima puntata.