Pagode in piazza Sant’Oronzo: quando il cattivo gusto copre anche la Lupa

Critiche e lamentele dal mondo della politica, dai negozianti e dai turisti per le pagode in pvc presenti in piazza Sant’Oronzo in occasione del Festival della dieta mediterranea. Salvemini: piazza Sant’Oronzo è¨ il salotto della città e va trattato come tale

Montate il 25 aprile scorso in occasione del “Festival della dieta mediterranea”, le pagode bianche in pvc nella centralissima piazza Sant’Oronzo, non hanno incontrato il gusto di turisti, cittadini ed esercenti. E dalla minoranza di Palazzo Carafa sono partite le prime proteste.

Che Lecce sia un capolavoro architettonico ricco di suggestioni artistiche e intriso di storia, che affascina e attrae turisti da tutto il mondo, non è in discussione. Allora, perché mai deturpare la  piazza centrale con strutture in plastica che coprono addirittura lo stemma storico della città?Com’è possibile che l’amministrazione abbia autorizzato un’invasione di pagode in pvc nel periodo pasquale e, dunque, di maggiore affluenza turistica?

“Il Festival della dieta mediterranea – risponde l’Assessore alle Politiche Ambientali Andrea Guido – era già in calendario e, nei prossimi mesi, ne seguiranno anche altri. Le pagode in plastica sono semplicemente il sistema più accessibile per questo tipo di eventi dal punto di vista delle autorizzazioni igienico sanitarie. Non siamo l’unica città ad avvalersi di queste strutture – prosegue l’Assessore di Palazzo Carafa – a Milano le hanno posizionate addirittura sotto al Duomo. Non viviamo in montagna, non abbiamo casette in legno”.

Questioni amministrative e procedurali, dunque. E per quanto riguarda il decoro urbano? “L’unica critica che posso muovere – aggiunge Guido – riguarda la copertura dello stemma della Lupa. Avrebbero dovuto lasciarla visibile. Ho già contattato l’ordine degli architetti e ho richiesto un incontro, al fine di trovare insieme una sistema che sia consono alla piazza”.

Ma il grido di protesta dell’opposizione è chiaro e univoco: “bisogna rinunciare in partenza all’idea delle pagodine in pvc”. “Non  è Piazza S.Oronzo ad avere bisogno di fiere, esposizioni, raduni e mostre per attrarre turisti. – ha spiegato il consigliere comunale di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini -. Semmai il contrario: è la centralità dello spazio, la sua storia, la sua simbologia a valorizzare le tante manifestazioni che vi si organizzano. Si va nel cuore della città a prescindere: come passaggio obbligato per i turisti in visita, come rito e consuetudine per i leccesi. Partendo da questa elementare premessa non deve essere difficile accettare l'idea che se per te organizzatore di mostra, fiera, esposizione, raduno è decisivo essere nel salotto della città devi accettare due condizioni: utilizzare allestimenti di qualità e quindi rinunciare in partenza all'idea delle pagodine in pvc; pagare un'occupazione di suolo pubblico mediamente più cara, perché essere ospitati in Piazza S.Oronzo è un lusso che va pagato. Diversamente la città offre altri spazi forse meno centrali ma non meno comodi a chi è interessato a promuovere il proprio prodotto o servizio. Insomma – conclude Salvemini – se Piazza S.Oronzo è il salotto della città trattiamolo come tale, no?”.

Ma la polemica non è circoscritta alla sola sfera politica. A non accettare il muro di plastica in Piazza Sant’Oronzo, sono anche gli esercizi commerciali della zona che si sono sentiti braccati dalla bruttura delle pagode. Non sono mancate neanche le ovvie lamentele dei cittadini, unite allo stupore dei turisti che, convinti di poter godere del suggestivo scorcio della città, si son ritrovati davanti ad una vera e propria fiera plastificata.

Considerando che, nell’ambito del Festival, le pagode rimarranno fino al 4 maggio, e che sono già pronti in calendario altri simili eventi nei prossimi mesi, quanto dovremo aspettare per avere la “Lupa libera?



In questo articolo: