Parto indolore gratuito anche a Lecce? Si attende il placet dal Ministero

A breve il Ministro Beatrice Lorenzin dovrebbe annunciare ufficialmente l’inserimento nei LEA della parto analgesia, con conseguente attuazione anche in Puglia e a Lecce dove l’epidurale verrà garantita senza esborsi, ma a carico della Regione

La battaglia di tante associazioni, di tanti enti assistenziali, di molti politici e di tantissimi operatori interni al nosocomio leccese forse finalmente vedrà una conclusione positiva. Sperando, sempre, che non ci si trovi nuovamente di fronte all’ennesimo annuncio propagandistico che nella realtà non porta cambiamenti.

Già la parto analgesia era entrata recentemente nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma tra il dire e il fare c’erano di mezzo tante donne che continuavano a partorire nel dolore.

Ad oggi, infatti, l’epidurale è gratuita soltanto dalle ore 8 alle ore 20 dei giorni  feriali, mentre dalle 20 alle 8 dell’indomani e soprattutto nei giorni di sabato e domenica  l’erogazione è a pagamento e prevede l’esborso dagli 800 ai 1.200 euro a favore di medici anestesisti che vengono “scomodati” nei giorni festivi o nelle ore notturne.

In queste ore tante donne in prossimità di parto stanno gioendo visto che ufficiosamente è arrivato l'annuncio che presto il parto indolore sarà una realtà, una gratuita realtà, anche al Vito Fazzi di Lecce.

L’annuncio dovrebbe diventare presto ufficiale quando il Ministro della Salute renderà pubblici e definitivi i  nuovi LEA, che lo Stato, o meglio, le Regioni sono obbligate a garantire senza alcun esborso da parte dei pazienti. E nella lista ci dovrebbe essere anche il “parto indolore”.

Negli ultimi giorni si era sparsa addirittura la notizia che, a causa dei mancati finanziamenti, l’epidurale non venisse garantita nell’ospedale del capoluogo salentino, qualsiasi fosse il giorno del parto o l’ora. E invece adesso arriva la buona notizia

Si tratta, quindi, per Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, “di una battaglia vinta da parte di chi in questi anni si è battuto per un trattamento che dev'essere ritenuto un diritto sacrosanto per le madri, e tra le tante associazioni la nostra, che per prima ha avviato anche azioni giudiziarie per ottenere il rimborso di quanto versato da alcune puerpere ottenendo anche nel novembre dello scorso anno una sentenza favorevole da parte del Giudice di Pace di Lecce che tanto eco ha avuto sulla stampa”.

Non v’è dubbio che si tratterebbe di una scelta di civiltà da parte delle Istituzioni, così come abbiamo avuto modo di spiegare su codesta testata più volte, approfondendo la problematica.
Certo, è comprensibile che lo Sportello dei Diritti annunci che “l'iniziativa del governo non fermerà le azioni già intraprese a tutela di tutte quelle madri che hanno già pagato e stanno procedendo con le richieste di rimborso ed anzi trova una conferma nella scelta politica dell'esecutivo che ha ritenuto valide le nostre doglianze”.



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