Periferie, progetti e programmi. Parlano i candidati sindaco di Lecce 2017

Il tema delle periferie leccesi snocciolato dai candidati sindaco della città. Sarà terreno di scontro e proposte di visione per il rinnovamento e dovrà tenere conto dell’eredità che lascia l’amministrazione uscente. Questi i progetti dei sei candidati.

Sarà la sfida delle sfide tra i candidati sindaco di questa campagna elettorale. Le periferie, oggetto sovente di tanti progetti, sono destinatarie di grandi attenzioni da parte dei candidati, soprattutto perché contano la maggior parte della popolazione residente in città. 

Sul tema ci sarà, indiscutibilmente, da fare i conti con l'eredità di Perrone, con eventuali disagi testimoniati dai cittadini e nuovi progetti che hanno già ricevuto il finanziamento. Il mese scorso, infatti, il sindaco uscente Perrone ha annunciato che a Lecce arriveranno fondi per un totale di 110 milioni da impegnare nel recupero delle zone periferiche della città. 

Abbiamo chiesto, quindi, ai candidati sindaco di Lecce 2017, di spiegare quali progetti e linee programmatiche hanno in serbo per le zone più decentrate di Lecce. 

 
Luca Ruberti   (Lecce Bene Comune) 

Anche a Lecce le periferie sono realtà marginali, prive dei connotati di una comunità urbana. Non si vivono come luoghi di incontro e integrazione sociale ma come quartieri dormitorio carenti di servizi, attrattive culturali o punti di aggregazione.
Quando diventano oggetto di intervento poi, non riescono a spogliarsi della caratteristica della trascuratezza o dell'abbandono e subiscono l'aggiunta di problemi.
È fondamentale invece promuovere le periferie, in virtù del principio secondo cui ogni quartiere ha specificità, identità e valori da offrire all'intera comunità. In ragione della necessità di costruire una città non più gravitante su un unico centro, quello storico. E per restituire dignità a chi in periferia ci vive ogni giorno.
Una leva importante può essere rappresentata intanto dai programmi di rigenerazione urbana che puntano a realizzare valore da aggiungere alle opere da mandare in cantiere, puntando sul coinvolgimento attivo della comunità stessa degli abitanti.
Ma bisogna comunque abbattere le barriere urbanistiche che separano e confinano le periferie, aprendole al rapporto con la città, la campagna limitrofa e i comuni confinanti; lavorare alla dotazione di una mobilità efficace, di scala non solo urbana ma di quel sistema urbano che la città capoluogo inconsapevolmente realizza ogni giorno con i comuni che la circondano.
Bisognerà aver cura costante dell'ordinaria manutenzione.
Decentrare uffici e servizi, favorire l'insediamento di negozi di prossimità, di tutte quelle funzioni integrabili con il tessuto abitato. E in particolare, coinvolgere il commercio alimentare in una connessione con la nuova economia del cibo – sana, connessa ai valori del luogo e a km 0 – che vogliamo realizzare grazie al coinvolgimento dell'economia agricola già presente sul territorio comunale. 

 
Carlo Salvemini  (Centrosinistra) 

In una città dai servizi pubblici efficienti non esistono periferie. In una città in cui è garantito a tutti il diritto di spostarsi in autobus in maniera veloce e sicura, la zona di residenza diventa meno determinante sui destini sociali, lavorativi e culturali delle persone. Per questo è importante tornare a concentrarci sulla qualità della vita a Lecce. Aggiungo però che per me il tema della periferia non è solo urbanistico, ma un tema diffuso che riguarda, famiglie, economie urbane e attività commerciali: ci sono periferie urbane ma ci sono periferie sociali che è possibile incontrare in ogni parte della città, compreso il centro storico. Garantire diritti, a partire dal diritto alla casa, è la chiave per includere tutti nel piacere di vivere una città bellissima come Lecce. E, dopo la casa, la scuola, il lavoro, la possibilità di fare sport, di sentirsi partecipi della vita culturale. Dobbiamo capire come abitiamo la città in ciascuno dei momenti della nostra giornata, per intervenire e migliorare la qualità della vita sociale ed economica di tutti i quartieri.

Alessandro Delli Noci  ( Movimenti Civici – Udc) 

Rendere le periferie quartieri della città, con una propria storia e una propria identità. E’ questo uno dei punti centrali del nostro programma, che intende pensare e proporre una nuova Lecce, una città in grado di ripensare lo spazio pubblico sociale. In questi anni, è mancato un piano per le periferie, che appaiono totalmente abbandonate a sé, ai margini, spesso quartieri dormitorio incapaci di generare senso di appartenenza in chi ci vive. Penso alla zona 167, penso al quartiere San Pio stravolto  da un Piano di Rigenerazione Urbana del 2005, mai ultimato, un quartiere universitario le cui potenzialità sono sempre state sottovalutate. Credo sia indispensabile da una parte ripensare gli spazi pubblici, restituendo dignità ai luoghi e alle persone, dall’altra rimettere in circolo le economie dei nostri quartieri riattivando, per esempio, i mercati rionali. Tra le azioni immediate che intendiamo mettere in campo per una “rifioritura” dei nostri quartieri vi è l’attivazione degli osservatori di quartiere, dove poter programmare, insieme ai cittadini, una manutenzione ordinaria dello spazio pubblico. Far rifiorire i quartieri per noi significa anche restituire bellezza, riqualificando piazzette e spazi aperti ma anche creando e valorizzando il verde pubblico. Parte proprio da qui l’idea del PUF –  Piano Urbanistico del Fiore, una programmazione strategica del verde pubblico differenziata per essenza e per quartiere, in grado negli anni di generare un vero parco botanico diffuso in tutta la città.

 
Fabio Valente   (Movimento 5 Stelle) 

Anche Lecce, come molte altre città, segue la fallimentare logica delle periferie come quartieri dormitorio. 
Al netto di alcune operazioni 'spot' sul piano urbanistico, cui l'amministrazione uscente si è dedicata, il dato incontrovertibile registra una totale incuria e assenza d'attenzione, tantomeno programmazione per queste zone della città, sempre più relegate ai margini della visione perroniana, esclusivamente concentrata sull'élite del centro storico. 
Negli ultimi vent'anni si sono evidenziate molteplici carenze: A partire dall'’inefficienza dei trasporti urbani fino alla mancanza di centri di aggregazione, utili a far vivere i quartieri periferici proprio come accade nelle zone del centro della città. Il profondo disagio che testimoniano i cittadini che popolano quelle zone è sintomatico della scelta di emarginare una parte dei cittadini, considerati "cittadini di serie B", a vedere il trattamento ricevuto dall'amministrazione uscente. 
Il Movimento 5 Stelle propone, invece, una concezione policentrica della città, partendo dal recupero fattivo della cittadinanza che abita in periferia per trasformare le zone decentrate in ambienti più vivibili; di grande utilità sarà, in questa ottica, il recupero dei contenitori comunali da destinare a spazi di aggregazione sociale.
Un mezzo di contrasto per il disagio giovanile e l’abbandono scolastico sarà l'istituzione dei "ricreatori comunali”, figure già collaudate in altre realtà, come Trieste, che ad oggi svolgono un ruolo sociale importantissimo.
I “ricreatori” saranno, a tutti gli effetti, dipendenti comunali o esperti del settore segnalati da associazioni culturali o sportive; loro competenza principale sarà fornire, nelle ore pomeridiane, supporto allo studio, allo sport, alla pratica del canto, della musica e molteplici altre discipline per tutti i giovani dai 6 ai 18 anni.
Tali attività si svolgeranno all’interno delle strutture di proprietà del Comune disseminate nei quartieri, ma anche nelle scuole e centri sociali opportunamente dotati di sale studio, biblioteche di quartiere e sale multimediali con accesso wi-fi gratuito. Siamo certi, in questo modo, di ottenendo così anche una rivitalizzazione della periferia in tutte le ore della giornata.
L’obiettivo verso giovani ed adulti è di ripristinare una città capace di offrire a tutti le stesse possibilità. A questo, naturalmente sarà associato un massiccio intervento sul l'annosa questione della mobilità che consenta di accorciare le distanze con il centro, senza dimenticare un fitto programma di interventi dediti al recupero del decoro urbano, visibilmente in deficit in troppe zone della città. 

 
Mauro Giliberti  (Centrodestra) 

Le periferie rappresentano un punto imprescindibile del mio programma elettorale, che pone al centro di tutto la qualità della vita cittadina nel suo complesso. 
Puntiamo moltissimo sulle aree periferiche che talvolta, insieme alle zone rurali, vivono una mancanza di competitività per quanto concerne alloggi, residenze, servizi, infrastrutture, urbanizzazione e trasporti.
Mi impegnerò, quindi, per continuare il percorso avviato da Palazzo Carafa negli ultimi anni, mirato a valorizzare le periferie leccesi, che meritano pari dignità rispetto al centro storico e a quello commerciale. 
L’Amministrazione attuale si è classificata terza ad un bando nazionale, intercettando fondi pari a 18 milioni di euro, che saranno impiegati appunto per riqualificare periferie, borghi e aree rurali. 
Per il futuro è fondamentale riuscire ad acquisire ulteriori fondi dalla Regione, dallo Stato, dalla Comunità Europea. Intendo fin da subito portare nelle zone periferiche, e nei borghi a ridosso della città nuovi servizi: i residenti vedranno potenziate l’illuminazione stradale e la pubblica sicurezza. Quest’ultima sarà garantita ad esempio dall’implementazione dei sistemi di sorveglianza, dall’inserimento della figura del MUS (Manager della Sicurezza Urbana) e dal contributo della tecnologia, che consentirà agli stessi cittadini di segnalare atti vandalici e criticità tramite app direttamente dal proprio cellulare.
Borghi e periferie devono diventare la punta di diamante della futura Lecce.

 
Matteo Centonze  (CasaPound) 

Una delle nostre battaglie principali è il contrasto del degrado urbano e l'abbandono delle periferie.  Zone come San Pio e la 167 sono ostaggio di spazzatura, episodi di violenza e incuria degli spazi verdi, per troppo tempo sono state trascurate dall'amministrazione comunale . È fondamentale un miglioramento dei controlli e la manutenzione delle strutture presenti nei quartieri periferici, innalzando gli standard di vivibilità ai livelli del centro storico.
Siamo sempre stati in prima linea per la riqualificazione degli spazi verdi cittadini, che bisogna sottrarre al degrado e all'abbandono rendendoli accessibili a tutti i leccesi.
Serve un intervento urgente anche per quanto riguarda l'edilizia popolare, che in sintonia con gli enti gestori, migliori le condizioni di abitabilità degli inquilini, tramite interventi tempestivi di riqualificazione.

 



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