‘Freeze’, Raffaele Fitto congelato come nel Grande Fratello

Giorgia Meloni è sicura che sarà Raffaele Fitto il candidato Governatore in Puglia, ma manca l’ufficialità della Lega. Salvini non vuole scontentare i suoi e nemmeno far saltare il banco

Resta ancora in freezer Raffaele Fitto con la sua candidatura a Governatore di Puglia del centrodestra. Niente da fare. Quella nomina che era attesa per fine dicembre prima e per fine gennaio dopo continua a slittare.

Triste destino quello dell’unico candidato possibile della coalizione che deve aspettare ancora il semaforo verde dal primo partito del centrodestra che di lasciargli campo libero proprio non ne vuole sapere. Paga un carattere difficile, i tanti nemici che ha lasciato nelle proprie file e la diatriba personale con Roberto Marti, plenipotenziario della Lega in Puglia e Basilicata col quale litigò in maniera quasi irreversibile quando il leccese lasciò armi e bagagli il magliese per accasarsi nel Carroccio e ottenere una candidatura in Parlamento che altrimenti non avrebbe avuto.

I patti si devono rispettare’. Così Giorgia Meloni ha blindato la candidatura di Raffaele Fitto, frutto di un accordo tra le segreterie dei partiti a livello nazionale che giura di non voler fare passi indietro. Fratelli d’italia cresce, ha sempre mantenuto la parola data e adesso di vedersi fare le pulci sul candidato proposto sembra essere più di un affronto.

Con Fitto perdiamo’ dicono i leghisti che, però, di nomi spendibili non ne hanno e che temono l’europarlamentare come il fumo negli occhi. Dovesse vincere lui, visti i rapporti personali con i quadri dirigenti regionali della Lega, sarebbe qualcosa per loro di molto simile a una sconfitta. Vedere Marti andare in giro per raccogliere i voti per Fitto uno scenario strano solo a pensarsi.

Magari sperano in un Metodo-Borgonzoni, con il Capitano che si trasferisce in Puglia dalla mattina alla sera per prendere sotto la sua ala protettrice qualche Carneade e trasformare la consultazione regionale in un test sulla sua popolarità. Il metodo ha pagato spesso nelle ultime votazioni, ma pesa il ricordo dell’Emilia-Romagna dove Salvini ha perso anche a livello personale mettendoci troppo la faccia.

All’interno della Lega, perciò, la situazione è fluida. L’opposizione interna spinge per il via libera a Fitto, ma i suoi esponenti non possono uscire allo scoperto. Se vogliono rimanere tra le Camicie Verdi devono fare buon viso a cattivo gioco ed aspettare che siano altri a stendere il tappeto rosso al vicepresidente europeo del Gruppo dei Conservatori e Riformisti.

Salvini sarà a Lecce il 19 febbraio e per quella data tutto dovrebbe essere più chiaro. Il Segretario del Carroccio sarebbe l’unico a far ingoiare il rospo ai suoi, convincendoli a desistere dalla guerra fredda interna alla coalizione.

Gli equilibri in politica sono tutto e se il centrodestra vuole dare un’altra spallata al Governo Conte non può permettersi il lusso di perdere in Puglia anche e soprattutto perché Emiliano è un osso duro. Il rischio sarebbe quello di invertire l’effetto domino benevolo per la coalizione che tornerebbe altrimenti, dispetto dopo dispetto, a restituire agli avversari il terreno elettorale guadagnato nell’ultimo anno.



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