Residenti Iacp senz’acqua, Perrone scrive a Vendola

Il primo cittadino leccese, preoccupato dalla situazione complicata che sta attanagliando i cittadini residenti nelle case popolari, chiede al Governatore di sbloccare in qualche modo la vicenda.

Negli ultimi giorni è balzato agli onori della cronaca un problema grave che sta attanagliando molti cittadini leccesi. Si tratta degli abitanti delle palazzine Iacp di Lecce, nella zona 167 a cui è stato interrotto il servizio della fornitura idrica a causa di un’elevata morosità nei confronti dell’Aqp. Una situazione gravissima, insomma, che riguarda molte famiglie leccesi costrette a sopravvivere (è proprio il caso di dirlo) senza poter usufruire di un bene primario, anzi del bene primario per eccellenza.

A seguito di questa decisione dell’Acquedotto Pugliese, si è costituito, nelle ultime ore, un Comitato di lotta fra i cittadini dello Iacp che, nell’ultima riunione, ha chiesto al Prefetto della città di Lecce l’apertura di un tavolo di confronto fra Regione Puglia, Iacp, Aqp, il sindaco Paolo Perrone; sulla gestione Iacp e la sua effettiva consistenza patrimoniale.

La situazione però ancora non si sblocca nonostante i tentativi fatti dal primo cittadino leccese, attraverso diversi tavoli istituzionali ed alla presenza dei rappresentanti della Regione, dello Iacp, dell’Aqp, dell’Aip e del Sunia, di far raggiungere un accordo sulle modalità di rateizzazione di tali morosità. Il nodo cruciale sta nel fatto che gli occupanti degli alloggi in questione, vista la difficile situazione economica che ha investito soprattutto le fasce più deboli, non possono sanare i loro debiti nei confronti dell’Acquedotto anche attraverso la loro rateizzazione.

C’è, però, una legge Regionale che stabilisce, all’art. 36, che l’Ente gestore istituisce un fondo sociale da utilizzarsi per la corresponsione di contributi agli assegnatari che non siano in grado di sostenere l’onere per il pagamento del canone di locazione. Ed è proprio per questo motivo che il sindaco Perrone ha deciso di scrivere una lettera al Presidente della Regione, Nichi Vendola.

Dopo una breve introduzione in cui il sindaco ha spiegato la gravità della situazione al Governatore, Perrone fa una richiesta esplicita a Vendola: “Le chiedo di intervenire sia presso lo Iacp, Ente strumentale della Regione, sia presso l’Aqp, Società pubblica interamente partecipata dalla regione, perché congiuntamente possono trovare soluzioni per evitare l’interruzione del servizio idrico presso le famiglie che dimostrino la loro impossibilità a pagare le morosità”.

Il primo cittadino poi conclude la nota con un’assicurazione: “Questa Amministrazione assicura che, nel caso si attivi il fondo sociale previsto dalla legge appena citata, provvederà per quanto di sua competenza a stanziare contributi integrativi”.



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