Tagli a Patronati e CAF, i direttori leccesi in coro:’L’assistenza sociale è un diritto per tutti’

La Legge di Stabilità 2016 interviene in modo pesante con tagli al fondo destinato ai Patronati e al CAF. Stamattina, i direttori dei patronati leccesi erano in protesta sotto alla Prefettura di Lecce, rivendicando il diritto all’assistenza sociale anche per i meno abbienti.

Giustizia ed equità sociale rappresentano dei temi perennemente attuali. Dei diritti sacrosanti ai quali i cittadini, specie quelli meno abbienti, devono giornalmente appellarsi. Ecco perché un taglio ai fondi da destinare ai Patronati, unitamente all’altro denominato CAF, determinerebbe una parabola discendente dell’assistenza previdenziale e fiscale. Da giorni, dunque, è in corso una mobilitazione in tutta Italia per chiedere al Governo la soppressione dell’emendamento presente nel testo della Legge di Stabilità 2016. Normative che, anche quest’anno, intervengono a gamba tesa. Ragion per cui, stamattina, a ridosso delle Prefettura di Lecce era in atto un presidio unitario ad opera dei Patronati leccesi INCA, ACLI, INAS e ITAL – rispettivamente rappresentati dai direttori Gioacchino Marsano, Loredana Tundo, Oronzo Pasanisi e dal Coordinatore provinciale (ITAlUIL) Giacomo Latino – assieme alle sigle sindacali CGIL, CISL e UiIL.

«Le conseguenze negative sulla cittadinanza risultano piuttosto semplici – rileva Gioacchino Marsano, direttore Patronato INCA Cgil Lecce, ai microfoni di Leccenews24.it – perché la tutela non sarà più unica e universale a favore di tutti, bensì a pagamento. Con l’introduzione dell’ultimo decreto, noi assistiamo a una modifica. Ogni cittadino, pur di essere assistito dai Patronati, almeno per una parte della prestazione (fino ad oggi gratuita) dovrà versare una tariffa». Marsano, inoltre, sottolinea un ulteriore aspetto tutto fuorché trascurabile:«Ci sono anche dei risvolti di livello occupazionale relativi a dipendenti dei CAF. Tramite questo taglio, noi assistiamo ad una modifica della possibilità di retribuzione, determinando la riduzione dell’organico. La conseguenza? Negativa per i cittadini».

«Chiediamo di eliminare completamente gli emendamenti che riguardano i tagli al Patronato, perché i risvolti saranno davvero seri per tutti coloro i quali non possono affrontare delle spese circa la tutela dei loro diritti», così Loredana Tundo, direttore Patronato ACLI Lecce, anch’ella intervistata da Leccenews24. «Pensiamo alle fasce più deboli della nostra società. I Patronati osservano un ruolo fondamentale. Una cosa gravissima, significa che lo stato sociale non esiste e che si vuole lasciare ai margini chi, invece, dovrebbe avere più voce in capitolo».

Nel Salento i diretti interessati, insieme ai sindacati dei pensionati SPI, FNP e UILP, hanno tenuto banco alcuni presidi d’informazione dentro gli uffici postali dei Comuni di Ruffano, Campi Salentina, Casarano, Corsano e Presicce.

Lo scorso 4 dicembre, peraltro, venne messo in atto un sit-in vicino ai cancelli dell’INPS di Lecce



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