Taglio stipendi, dipendenti della Provincia in presidio

Nell?atrio di Palazzo dei Celestini si è¨ svolta la protesta dei dipendenti della Provincia di Lecce, contrari alla prospettiva di una diminuzione dello stipendio. Rsu Provincia di Lecce: ‘non si puè² modificare il contratto con il solo parere della Ragioneria dello Stato’.

I costi aumentano, le tasse ancora di più. E di fronte a questo quadro socio-economico così drastico – locale quanto nazionale – vedere ridotto il proprio stipendio alla fine del mese non è certo il massimo. Lo hanno gridato ad alta voce i dipendenti della Provincia di Lecce, riunitisi nell’atrio di Palazzo dei Celestini per esprimere il proprio dissenso davanti ad una prospettiva dolorosa che riguarda in primo piano le relative buste paga (si parla di una diminuzione da un minimo di 50 euro a un massimo di 300).

Ma non è sufficiente – secondo quanto sostiene la RSU provinciale, dopo una consultazione legale – un parere della Ragioneria dello Stato per modificare un contratto sottoscritto tra sindacato e parte pubblica. Ergo, l’Amministrazione non può procedere al recupero delle somme se non è stato sottoscritto un nuovo contratto integrativo:«Il Presidente Gabellone non riesce a comprendere – scrive RSU in una nota – purtroppo, che la somma che intende decurtare dallo stipendio dei dipendenti, per molte famiglie, soprattutto monoreddito, rappresenta la differenza tra il riuscire ad arrivare alla fine del mese e il non arrivarci». Gli stessi avvocati consultati da RSU e OO.SS, nel loro parere preventivo sulla questione, hanno dato sostanzialmente ragione ai sindacati.

Un messaggio chiaro, preciso. La  proposta contrattuale del Direttore Generale, ai dipendenti, non va loro per niente a genio. In sostanza – sempre secondo RSU – il personale dovrebbe definitivamente dire addio ai circa 800mila euro che gli sono stati tolti a causa di errori attribuibili alla Parte Pubblica. «Siamo più poveri adesso per via delle scelte compiute da questa amministrazione – sostiene uno dei lavorato presenti al sit-in – addirittura l’assessore Ernesto Toma ci ha detto che questa protesta sarebbe stata un flop, ma preferisco fare una brutta figura piuttosto che stare zitto e non dire basta!». Tuttora nessun contratto è stato firmato; e, stando alla manifestazione odierna, non si intravede nemmeno minimamente la voglia di farlo da parte dei dipendenti.  



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