Università islamica, il clamore che blocca la trattativa. Spuntano altre alternative

Dopo la trattativa saltata tra la Red srl e Confime, l’università islamica trova nuovi acquirenti e spuntano due immobili per la sua realizzazione.

Tanto clamore generato dal tam tam mediatico a volte è funzionale nella buona riuscita di una trattativa o di un’operazione, altre volte, invece, accade esattamente il contrario. Questo è quanto è successo, per esempio, per quel che riguarda la possibilità dell’apertura di una sede dell’Università isalmica a Lecce. O, almeno, è quello che sostiene Giampiero Khaled Paladini, presidente di Confime e primo sostenitore della causa.

L’imprenditore ha indetto per questa mattina una conferenza stampa che si è tenuta presso lo Studio Legale Anna Schiavano in Via Cesare Battisti a Lecce. Nell’incontro con i giornalisti ha spiegato i motivi per cui è saltato l’accordo con la Red srl, società proprietaria del deposito ex Tabacchi, dove Confime avrebbe voluto far sorgere l’università islamica. Il troppo clamore mediatico avrebbe fatto saltare la trattativa, quindi, ma il progetto non muore, anzi. Secondo quanto sostenuto da Paladini, infatti, ci sarebbero diversi privati interessati alla trattativa.

Giampiero Paladini, dunque, annuncia che ora si passa all’altro piano, al cosiddetto piano di riserva. Durante l’incontro di oggi sono arrivati i dettagli di queste indiscrezioni e sembra che ci siano già due immobili appartenenti a privati nel mirino, tra cui una struttura vicina al centro. “Abbiamo avuto tante proposte di privati, ora che Red ha fatto un passo indietro – spiega il presidente ConfimeNon c’è nessun complotto dietro l’università islamica, il progetto culturale e finanziario è portato avanti da una serie di imprenditori e filantropi. Riusciremo a realizzare l’università a Lecce, perché gli immobili non mancano”.



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