La ‘Vecchia Signora’ vince il sesto scudetto consecutivo ed entra nella leggenda

I bianconeri si laureano campioni d’Italia per il sesto anno di fila e, dopo la terza Coppa Italia consecutiva, lo sguardo è rivolto adesso a Cardiff e alla finale di Champions League.

Non a tutti è dato di cadere, rialzarsi e tornare più forti, combattivi e vincenti di prima. Non a tutti, no… ma alla Juventus sì. Nessuno, infatti, avrebbe mai potuto immaginare che, dopo Calciopoli, la retrocessione in B e due scudetti revocati, la “Vecchia Signora” sarebbe stata capace di risollevarsi e, in meno di un anno, tornare alla massima serie con un grinta e una voglia di riscatto tali da consentirgli di superare sé stessa e la sua storia inanellando ben sei titoli nazionali di fila, tre Coppe Italia consecutive e, per ben due volte in tre anni, giocarsi una finale di Champions con due corazzate come il Barcellona di Messi e il Real Madrid di Cristiano Ronaldo.

Eppure i bianconeri lo hanno fatto. Merito di una dirigenza che non si è mai risparmiata per una squadra che, indipendentemente dalla geografia, conta un seguito che altre possono solo sognare. Merito, anche, di giocatori che, nel loro alternarsi tra le fila del team torinese, hanno sempre avvertito il peso di quei colori e del retaggio che, in campo, si erano assunti di difendere e confermare durante ogni partita. Merito, soprattutto, di due allenatori, il leccese Antonio Conte e il livornese Massimiliano Allegri che, nella loro diversità umana e tecnica, hanno saputo ridare slancio (il primo) e consapevolezza (il secondo) a uno spogliatoio e a una società il cui unico obiettivo era quello riprendere il proprio posto tra le grandi d’Italia e d’Europa. Poche altre realtà calcistiche, infatti, vantano un palmares come quello juventino e ancora meno sono quelle che possono dire di aver vinto con una continuità simile.

Come la Juve, fino a ieri, aveva fatto solo il Grande Torino aggiudicandosi cinque campionati di seguito tra il 1942 e il 1949 e, ancora prima, la stessa “Fidanzata d’Italia” durante quello che, allora, fu chiamato il “quinquennio d’oro” (1930-35). Degni di nota, poi, sono i quattro titoli conquistati dall’Inter di Mancini e Mourinho tra il 2006 e il 2010 (anno, quest’ultimo, del triplete neroazzurro) e, ancora, i tre conseguiti dal Milan tra il 1991 e il 1994 con Fabio Capello in panchina.

Forse per questo, tempo fa, Giampiero Boniperti ebbe a dire che, per la Juventus, “vincere non è importante ma è la sola cosa che conta”. Il prossimo 3 giugno i bianconeri affronteranno i galacticos per aggiudicarsi la “coppa dalle grandi orecchie”… staremo a vedere fino a che punto è vero!

di Luca Nigro

 



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