Lecce, a Liverani non riesce il terzo miracolo: “ma il ciclo non è finito”

Retrocessione dopo un anno di gloria per il Lecce. Ma Sticchi Damiani spiega: “ripartiremo da un progetto solido”. E Liverani non chiude le porte ad un futuro ancora giallorosso.

Stavolta no, stavolta l’urlo di gioia resta strozzato in gola. Dopo la gran volata al Lecce di Fabio Liverani non riesce il terzo miracolo sportivo consecutivo e, dopo un solo anno nell’Olimpo della Serie A, retrocede in B da terzultimo in classifica.

Lo fa dopo aver perso anche nell’ultima giornata: un 3-4 in casa contro il Parma che rende influenti le pessime notizie che giungevano da Genova, con i rossoblu in scioltezza sul Verona (3-0). La retrocessione, però, arriva carica di dignità, a testa alta, sebbene non manchino le amarezze e le recriminazioni.

I giallorossi, alla vigilia di questo campionato così strano e così falsato, erano dati da tutti come prima squadra pronta a retrocedere, con mister Liverani certo tra gli esonerati. Invece i salentini ci hanno sperato davvero fino alla fine, ci hanno creduto nonostante un mercato estivo non azzeccato, i tanti acciacchi stagionali, le innumerevoli disattenzioni e gli 85 gol subiti.

Ma anche in Serie A il Lecce degli ultimi tre anni non si è mai snaturato: palla a terra, costruzione dal basso, gioco spregiudicato. Ma in massima serie, forse, per una neopromossa serve altro (solidità e compattezza). Ma è chiaro: se fosse stata salvezza sarebbe stata una favola incredibile.

“Forse in questi anni abbiamo bruciato le tappe scalando le classifiche in pochissimo tempo, ma ai ragazzi non posso recriminare nulla“. Così Liverani ai microfoni di Sky Sport nell’immediato dopo gara.

“In questa stagione così complicata siamo andati a giocare a calcio in ogni stadio d’Italia. Contro il Genoa, nello scontro diretto, sicuramente è stata una sconfitta importante anche se non decisiva. Abbiamo avuto altre occasioni per portarci avanti, penso a Cagliari e Bologna, in cui abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato.

Ora passerà questa notte e poi si faranno le opportune valutazioni. E’ finito il mio ciclo in Salento? Non è detto: c’è grande voglia da parte mia e della dirigenza. Siamo sempre stati in sintonia e Lecce resta una possibilità per il mio futuro. Mi fanno piacere gli interessamenti da parte di altri club, significa essere riconosciuti per il proprio impegno.

Ma io non ne faccio assolutamente una questione di categoria: sono un allenatore piuttosto giovane e quello che voglio è allenare dove posso fare calcio alla mia maniera”.

Il Presidente: “per la B progetto serio”

In sala stampa anche il Presidente Sticchi Damiani. “Voglio ringraziare questa squadra, questi ragazzi, questo staff e questa gente. Sono stato nello spogliatoio ed erano tutti distrutti, fisicamente e non. Gli ho ringraziati uno per uno perché chi suda la maglia merita comunque di essere ricordato. Questa è una retrocessione giunta al termine di un campionato in cui il Lecce ha giocato con orgoglio e dignità in tutti i campi, senza che nessuno ci abbia mai regalato niente.

I nostri tifosi ci sono sempre stati accanto e loro sono stati la cosa più bella di questa Serie A. Per presenze siamo la settima piazza del campionato e credo che la Serie A abbia beneficiato della nostra presenza in questo torneo. Abbiamo trasmesso i nostri valori, sportivi e non, e credo di essere stati riconosciuti da tutti per questo”.

Ora però la parola d’ordine è ripartenza. “Non è stato assolutamente un anno perso – spiega il numero uno della società giallorossa – perché questa Serie A ci ha consentito di valorizzare il nostro patrimonio tecnico, di rimettere a nuovo lo stadio e di investire sul settore giovanile. Questo è un patrimonio che ci ha uniti ancora di più con la nostra gente e il nostro territorio.

Prometto, a nome di tutta la proprietà, che si ripartirà con un progetto serio, sostenibile e solido, continuando a costruire qualcosa di importante. Non molleremo nulla finché la gente ci dimostrerà affetto“, conclude Sticchi.

I verdetti

Il campionatoquindi, ha emesso tutti i suoi verdetti: la Juve si conferma regina del calcio italiano conquistando il nono scudetto di fila; ad un solo punto dai bianconeri l’Inter di Antonio Conte, davanti ad Atalanta e Lazio. Queste quattro squadre andranno a giocarsi la prossima Champion’s.

La Roma, invece, va diretta in Europa League, mentre per il Milan saranno preliminari. Sassuolo e Verona sono certamente le rivelazioni, mentre Lecce, Brescia e Spal retrocedono in B.

La classifica finale

Juventus 83, Inter 82, Atalanta e Lazio 78, Roma 70, Milan 66, Napoli 62, Sassuolo 51, Verona e Fiorentina e Parma 49, Bologna 47, Udinese e Cagliari 45, Sampdoria 42, Torino 40, Genoa 39, Lecce 35, Brescia 25, Spal 20.



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