Liverani tra ricordi e speranze: “presto fuori da questo tunnel. Il mio futuro? Dove si cresce, anche a Lecce”

Anche Fabio Liverani in diretta su Instagram: “il periodo è difficile perché ci è stata tolta la quotidianità. Quando torneremo a giocare? Difficile dirlo, ma credo non prima di fine maggio”.

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La sala di comando si è spostata dalla stanzetta dell’Acaya Golf Club, a suo salone di casa, dove però tutto resta sotto stretta osservazione. Fabio Liverani torna a parlare sui canali ufficiali dell’US Lecce, concedendosi in una diretta Instagram, social network su cui è appena sbarcato e che sta conoscendo proprio in queste settimane di quarantena.

Il tecnico del Lecce fa il punto in casa giallorossa in una inedita situazione di smart working: tutti distanti, ognuno nella propria abitazione, ma sempre vicini, in un modo o nell’altro.

“Non è certamente un buon momento – commenta in apertura il tecnico romano – sotto tutti i punti di vista. Lo vivo come stanno facendo tutti: a casa, con la mia famiglia. La difficoltà più grande sta proprio in una perduta quotidianità e, ovviamente, nel lavoro completamente stravolto.

Mi manca il contatto diretto con i ragazzi: rimaniamo sempre tutti in collegamento, ma non può essere certamente la stessa cosa. All’orizzonte non ci sono partite, non ci sono obiettivi immediati, e questo incide molto sul lavoro”.

L’album dei ricordi

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L’esultanza di Lepore contro il Catanzaro (ph.Pinto)

Dario Sanghez, il conduttore della diretta, lo sottopone poi ad un divertente quiz fotografico dal retrogusto amarcord. Una carrellata di scatti in cui è stata ripercorsa l’avventura di Liverani in Salento.

La prima foto è quella del debutto, a Catanzaro in Lega Pro: settembre 2017. “Era l’esordio, sotto tutti i punti di vista. In quella partita l’obiettivo era fare subito bella figura e mi è rimasto in mente il gol di Lepore e l’ingresso dei tifosi”.

Alla fine di quel campionato, iniziato in affanno, ma concluso con il ritorno, dopo sei lunghi anni, in B. “Lecce-Paganese – confessa – è stata la partita in cui è stato dato tolto il tappo alle emozioni di una stagione intera.

Anche io ero emozionato al triplice fischio finale perché anche un allenatore professionista è pur sempre un uomo, con tutti i suoi sentimenti. Quella gara ha dato il via alla ritrovata dignità sportiva a questa piazza. Il segreto di quel successo? E’ sempre stato il gruppo, leale, sincero e compatto. E’ normale che in uno spogliatoio ci sono anche momenti di scontro, ma la capacità degli uomini veri sta poi nei ricompattarsi”.

Liverani e suo figlio dopo Lecce-Spezia (ph.Pinto)

Un anno dopo, stesse scene di giubilo. Il Lecce si piazza sorprendentemente al secondo posto in Serie B e, dopo un solo anno tra i cadetti, ritornando la tanto attesa Serie A.

“In Lecce-Spezia l’abbraccio con mio figlio Mattia è uno scatto ancora mi emoziona molto. Chi fa il nostro lavoro purtroppo toglie tanto tempo alla famiglia e ai propri figli. Sono felice perché anche lui ha voluto seguire questa passione, gioca a centrocampo come me, e da parte mia provo a trasmettere lui gli stessi insegnamenti che mi ha passato mia madre”.

E’ tutto vero, il Lecce era ritornato tra le grandi del calcio italiano. “Lecce-Salernitana è stata la partita che ha dato il via alla nuova stagione dove, per la prima volta dopo tanti anni, il Lecce arrivava con i favori del pronostico. Quella è stata una sorta di rinascita: c’era l’entusiasmo della ritrovata Serie A, il riscatto del neo acquisto Lapadula, e la forza della gente – prosegue Fabio Liverani.

Poi c’è stato il debutto a “San Siro”, contro l’Inter: il risultato ci ha fatto capire subito dove eravamo tornati, ma fin dalla prima partita abbiamo compreso che in questa Serie A il Lecce poteva starci veramente, e non come mera comparsa. Quella sensazione poi si è concretizzata a Torino, con la prima vittoria in campionato. Nel girone di ritorno, specialmente, stavamo dimostrando di poter davvero dire la nostra e la vittoria di Napoli è stata tra le iniezioni di fiducia più grandi”.

Fabio Liverani a San Siro (ANSA/MATTEO BAZZI)

Difficile ad oggi ipotizzare quando le squadre potranno tornare in campo: il Lecce ha sospeso i suoi allenamenti fino a data da destinarsi, ma l’incertezza sul futuro è tanta, così come la paura di mettere la parola fine a questa stagione.

“Se e quando si riprenderà bisogna rimettersi sotto con un lavoro duro, ma questo varrà per tutte le squadre. Dovremmo essere bravi a fare meno danni possibili, ma questo ce lo dirà solo il risultato finale.

Il mio futuro? A chi mi augura una grande carriera, lo ringrazio. Ma questo non è un assillo: chiunque aspira a migliorare, a qualcosa di più, che potrebbe coincidere anche con una permanenza a Lecce. Ma oggi il vero futuro a cui pensare è quello legato all’emergenza che stiamo vivendo: il mio obiettivo, ora, è vedere quanto prima la luce in fondo a questo tunnel. Qui deve esserci comunque la consapevolezza che c’è una società sana con un gruppo dirigenziale che lavora sodo”.



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