Lecce, a Calderoni manca la libertà: “brutta l’incertezza sul futuro, ma sarà bello quando torneremo a giocare”

Il terzino giallorosso parla dal suo appartamento: “le giornate in casa non sono sempre facili, le passo con la mia famiglia. Mi alleno in una stanza ma sogno di tornare presto in campo”.

Nelle sue storie postate sui social network, lo vediamo allenarsi in casa o alle prese con qualche ricetta in cucina, ma sempre in compagnia di sua moglie Eleonora e del loro piccolo Tommaso. Del resto le giornate rinchiusi in casa scorrono così anche per i calciatori e Marco Calderoni, ovviamente, non fa eccezioni.

Costretto anche lui allo stop forzato a causa dell’emergenza coronavirus, il terzino giallorosso parla attraverso i canali ufficiali dell’US Lecce, raccontando questi giorni di quarantena lontano dal rettangolo verde e da ogni pallone.

“Io e la mia famiglia stiamo bene, anche se siamo tutti preoccupati per la situazione generale. Lo abbiamo detto anche a Tommaso, che ha 5 anni, molto candidamente: abbiamo detto lui la verità, che fuori c’è un virus cattivo, ma che tante persone stanno facendo tutto per combatterlo. Purtroppo in questa situazione l’incertezza su quando tutto questo finirà complica tutto”.

Abitudini, quindi, stravolte. “L’imperativo è restare in forma, anche se relegati in casa. Preferisco allenarmi in mattinata, chiuso in una stanza dove ho installato un tapis roulat, seguendo il lavoro impartito dallo staff tecnico.

Il resto della giornata lo dedico alla mia famiglia che, devo dire, mi aiuta anche negli esercizi, oltre che a serie tv, videogames, compiti scolastici, e tante altri piccole cose a cui prima non davamo la giusta attenzione. Cosa mi manca? La libertà e la corsa verso gli allenamenti. Con i miei compagni ci sentiamo spesso e quando ne avremo l’occasione andremo tutti a cena insieme”.

L’esultanza di Calderoni (ph.Stella)

In questi giorni l’occasione è comunque utile per fare qualche bilancio, personale e non. Protagonista indiscusso della promozione lo scorso anno, Calderoni si è meritato la fiducia di staff e tifosi anche in Serie A.

Per lui si tratta praticamente del debutto assoluto nel massimo campionato (solo 1 presenza nel lontano 2010 con la maglia del Palermo), condita fino ad ora da 19 presenze e tre, pesantissimi, gol. E’ andato in rete, infatti, per la prima volta in casa della Spal, nel successo esterno dello scorso 25 settembre, per poi ripetersi con una gran botta a “San Siro”, contro il Milan, regalando al Lecce il pareggio in pieno recupero in una partita che certamente lui non dimenticherà mai.

Ci ha messo lo zampino anche nel pareggio casalingo contro il Cagliari, prima di fermarsi per un periodo di guai muscolari. Nelle ultime tre uscite aveva ritrovato la maglia titolare, poi lo blocco del campionato.

“Il sogno di ogni calciatore è arrivare in Serie A. Io ci sono arrivato quest’anno, dopo tanti sacrifici, soprattutto negli ultimi anni in cui ho lavorato tanto anche fuori dal campo. E poi i gol: quello contro la Spal, il primo in A, è stato anche fortunato, e mi ha provocato un’emozione incredibile. Ma il più bello è stato certamente quello al Meazza: uno stadio che non ho mai voluto vedere da spettatore perché il mio sogno era giocarci lì”.

Lo stop al campionato? E’ stata un decisone più che giusta: questo problema va risolto perché la salute viene prima di ogni altra cosa. Il calcio, per una volta, può andare in secondo piano. Speriamo di tornare presto a giocare, perché significherà aver messo alle spalle questo brutto periodo”.

Infine, un pensiero ai tifosi: “li saluto con la speranza di trovarci presto in quel rettangolo verde perché quando questo momento sarà passato, ci saranno le battaglie sportive da vincere insieme”.



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