Serie A, il Lecce attende la data per il ritorno in campo. Petriccione: “Si giocherà ogni 3 giorni. Fondamentale il gruppo”

Parla il centrocampista goriziano a cui sono mancati il terreno di gioco e i compagni. “Vedo nel gruppo la fame di voler ricominciare a giocare”

Oggi altri test medici e domani, salvo intoppi, il ritorno in campo per gli allenamenti di squadra. Il tutto in attesa di conoscere la data di ripartenza del campionato. Per il Lecce sono giorni di frenetico assestamento a seguito del ‘lockdown’ anche calcistico che, però, pare si stia davvero per concludere.

Governo e FIGC, infatti, sembrano essere della stessa linea di pensiero: ripresa del campionato in tutta sicurezza, e verdetti finali decretati solo dal campo. Ricevuto il via libera per la ripresa della preparazione collettiva, ora la Serie A attende il vertice programmato per la giornata di giovedì tra il Ministro Spadafora, il Presidente Federale Gravina e il numero uno della Lega Dal Pino in cui, molto probabilmente, verrà fissata la data del ritorno in campo. 13 o 20 giugno.

Fissata la data, poi, si dovrà procedere a disciplinare alcune problematiche di fondo: destino dei contratti dei giocatori in scadenza, nodo stipendi e diritti TV, con Spadafora che, in tal senso, spinge per una diretta gol in chiaro per l’ultima parte della stagione.

“È stato un piacere essere tornato sul campo, dopo tanti mesi trascorsi in casa il profumo dell’erba mi mancava tanto, sono molto carico perché dopo tanto tempo ho voglia di ricominciare. Con i miei compagni, durante il periodo di quarantena ci siamo sempre sentiti, ma ritrovarli in campo fa tantissimo piacere perché mi è mancato il gruppo. Come ho detto prima ho voglia di ricominciare e negli occhi della squadra ho visto la fame e la voglia di tornare a correre tutti insieme”, spiega Jacopo Petriccione. Il centrocampista di Gorizia, messa da parte la fase del confinamento in casa, è tornato ad allenarsi allo stadio, sebbene ancora singolarmente.

“Ho seguito la Bundesliga e fa strano vedere tante cose, come per esempio segnare e non esultare con la curva e i tifosi, va contro ogni immaginazione, però, credo che bisogna ricominciare a giocare rispettando ciò che ci viene detto.

Il fatto che alla ripresa bisognerà giocare ogni tre giorni cambia, soprattutto per il fatto che trovandosi in periodo estivo sarà dura per tutti. Ma in questo caso è importante il gruppo. È impensabile giocare tre partite di fila con gli stessi giocatori e stiamo lavorando su questo.

Dopo tre mesi di stop, naturalmente, cambia tutto. Prima della pausa c’era una squadra più in forma, l’altra meno e adesso si resetta tutto e ricominciamo da zero, sarà certamente un mini campionato a parte.

La componente mentale è la più importante secondo me bisognerà tirare fuori gli stimoli, poi, giocare a porte chiuse non è facile, ma abbiamo un obiettivo importante per noi e per la piazza, quindi cambierà poco.

Si parla di Play Off e Play Out, ma non penso sia giusto cambiare il format durante il campionato. La cosa più giusta è ripartire e terminare il torneo. C’è il pericolo di riprendere a giocare e poi smettere nuovamente? Viviamo nell’incertezza da molto tempo, ma ripeto, bisogna ripartire e fare in modo di portare a termine tutto.

Quando riprenderemo ci sarà il Milan in casa, poi la Juventus e successivamente una serie di scontri diretti per la salvezza, ma come abbiamo visto fino a quando si scesi in campo non c’è nulla di scontato. Abbiamo vinto a Napoli, Firenze e penso che con la nostra mentalità ce la potremo giocare ovunque, poi è normale che incontrare i rossoneri e i Campioni d’Italia sarà più difficile, ma le affrontiamo tutte allo stesso modo come sempre.

Abbiamo raggiunto l’accordo di rinunciare alla mensilità di marzo subito ed è stato bello perché ancora una volta si è dimostra la forza del gruppo. Del resto non si raggiungono questi risultati in due anni se non si è veramente una famiglia.

A un anno dalla promozione nel massimo torneo, a essere sincero io per primo mi sono seduto sul divano e ho rivisto tutti i video che conoscevo e altri che non avevo mai visto prima. È un’annata che non dimenticherò mai e l’ho anche tatuata sul corpo”



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