Calo fisico e mentale: il Lecce in casa non sa più vincere. Le pagelle del derby contro l’Andria

I gol di Di Piazza e Mancosu non bastano: il Lecce si ferma in casa contro la Fidelis Andria e manca l’occasione di volare a +9 sulle seconde. Secondo tempo sotto tono per la truppa di Liverani.

mancosu

Da 2-0 a 2-2: non è più il solito Lecce tra le mura amiche del “Via del Mare”. I giallorossi si fanno fermare anche dalla Fidelis Andria e non approfittano del mezzo passo falso del Catania: nonostante il doppio vantaggio con Di Piazza e Mancosu, la truppa di Liverani rientra in campo dall’intervallo decisamente sotto tono e si fa pareggiare dagli uomini di Pagani. Il vantaggio in testa resta invariato, le partite diminuiscono, ma stasera è stata gettata alle ortiche l’ennesima opportunità di fuga definitiva.

Perucchini, 5.5: i tifosi hanno ancora negli occhi le splendide parate del portiere scuola Milan di Cosenza, ma questa volta non è deciso nella trattenuta in occasione del 2 a 1 firmato di testa da Tiritiello, lasciato colpevolmente libero di battere a rete. Sul 2-2, invece, non ha nessuna colpa.

Ciancio, 6- : dopo l’ottima prova di lunedì sera, Liverani conferma lui la fiducia. Una gara decisamente più spregiudicata rispetto all’ultima uscita anche se spesso è troppo prevedibile. Lascia spazio a Lepore negli ultimi minuti.
dal 42′ s.t. Lepore, : il capitano entra nel finale

Cosenza, 6: il muro della difesa giallorossa è ancora una volta il capitano di giornata. Sicuramente meglio del suo compagno di reparto: la sua è una prova fatta di palle aeree, lasci lunghi (a volta sbilenchi), ma anche qualche “dimenticanza” in occasione dei calci piazzati avversari. Ammonito al 40esimo per una entrataccia su un diretto avversario.

Marino, 5: accanto a Cosenza solitamente non sfigura, ma questa volta si concede qualche leggerezza di troppo, soprattutto in avvio di secondo tempo. Da un suo pasticcio combinato con Legittimo, arriva il pareggio ospite. Alla lunga sbaglia troppo.

Legittimo, 5+ : la buona prova del “San Vito-Marulla” non è passata inosservata e lui si ritrova titolare per la seconda volta in quattro giorni. Primo tempo tutto sommato sufficiente: dalle sue parti arriva il cross in area da cui nasce il vantaggio giallorosso. Inizia però male la seconda frazione e, in complicità con Marino, apre il varco per il pareggio barese di Taurino. Dopo una serie di errori, esce nel finale.
dal 43′ s.t. Persano, senza voto: il giovane attaccante salentino prima del recupero per dare consistenza a un attacco che però riceve poche palle utili.

Arrigoni, 6- : il metronomo della truppa salentina probabilmente risente dell’impegno ravvicinato e di certo ci ha abituati a prestazioni di ben altro spessore. Lascia spesso l’onore dell’impostazione a Mancosu: lui si limita a correre e a creare possibili varchi.

Selasi, 5.5: il giovane ex Pescara torna nell’undici iniziale prendendo il posto di Armellino. Non è certamente la prestazione che ricorderà per il resto della vita, condita sopratutto da appoggi fuori misura. Suo – ad ogni modo – il calcio d’angolo battuto alla mezzora che vale il raddoppio di Mancosu. Esce in avvio di ripresa.
dal 11′ s.t. Tsonev, 6: Il giovane bulgaro entra e si posiziona nel tris di centrocampo: fa il suo come può. Ammonito a un quarto d’ora dal termine.

Mancosu, 6: il primo tempo, giocato con intensità e concentrazione, viene premiato con il gol di ginocchio valido per il 2 a 0 salentino. Nella ripresa, però, forse subentra la stanchezza e la frenesia: sbaglia tanti, troppi, appoggi.

Tabanelli, 6- : questa volta la maglia del trequartista titolare spetta a lui. L’ultimo arrivato in casa Lecce dimostra uno stato di crescita di tutto rispetto: corre, recupera e cerca anche di impostare (con alterne fortune). Cala vistosamente nella ripresa e al 24esimo lascia il campo.
dal 25′ s.t. Costa Ferreira, 6-: Da trequartista e da mediano, si dimena per recuperare palle. Per lui cartellino giallo all’85esimo.

Torromino, 6- : tanta corsa e tanto movimento per “Hulk” che però inquadra solo un tiro nello specchio della porta andriese, respinto di pugni da Maurantonio. Poco preciso anche negli appoggi, lascia spazio a Caturano nel secondo tempo.
dal 12′ s.t. Caturano, 5.5: Sasà non riceve palloni utili, non crea spazi e, ovviamente, non punge.

Di Piazza, 6.5: questa volta sì. Complice anche l’infortunio momentaneo di Saraniti, è l’ex Foggia a guidare l’attacco dal 1′. Un tentativo di testa al quarto e uno al volo dall’interno dell’area di rigore dieci minuti più tardi fanno capire fin da subito che lui è più ispirato che mai e al 20esimo il terzo tentativo è quello giusto: raccoglie una palla vagante in area servita di testa, lui non ci pensa due volte a sfoderare la sua forza e a mandare in vantaggio i suoi. Osannato dal pubblico, nel secondo tempo risente del calo generale.

Liverani, 5: tre partite in sei giorni – su campi appesantiti dal maltempo – sono un impegno non di poco conto per i suoi uomini. Liverani opera inevitabilmente qualche cambio nel suo scacchiere, ma stavolta le scelte non sembrano quelle centrate in pieno. Infatti, dopo un primo tempo ben condotto e finito in vantaggio (si era anche sul 2-0), nella ripresa molte forze vengono meno e la lucidità inizia a latitare. Il pareggio odierno consente di mantenere inalterate le distanze in vetta alla classifica, ma sa di un’altra occasione mancata per iniziare a mettere i titoli di coda sul campionato. Il successo casalingo adesso manca da tre turni.



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