Conte, un fenomeno della natura. Ed anche oltre natura

La Nazionale italiana in pochi giorni è stata stravolta dal nuovo commissario tecnico. L’allenatore leccese vince la prima e impressiona tutti con il suo modello professionale di successo.

La Nazionale italiana, reduce dagli insuccessi e dagli imbarazzi dei Mondiali, ha vinto e lo ha fatto contro l’Olanda, non contro un avversario qualsiasi.

Era una vita che un neo commissario tecnico non vinceva la prima assoluta della sua gestione, non era accaduto a Giovanni Trapattoni, Marcello Lippi,  Roberto Donadoni e Cesare Prandelli, alcuni fra i più bravi e titolati allenatori della storia del calcio.

Antonio Conte invece ce l’ha fatta, perché a lui le cose non possono non  andar bene. Il merito è merito, ma c’è di più, c’è un alone magico che lo circonda.

Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, essendo un audace per eccellenza, Conte è anche fortunato, una persona positiva, alla quale gira quasi tutto bene.

Il primo obiettivo, quello di ben figurare e di vincere alla prima uscita valida è stato raggiunto e di certo non è stata una soddisfazione soltanto sua e del fratello Gianluca che lo accompagna da sempre, ma di tutti gli italiani, di tutti gli appassionati e i tifosi di calcio e della nazionale azzurra.

Lo sapevano i dirigenti della Figc e i giornalisti (che sembrano esaltarsi quando si parla di Conte) con l’allenatore leccese cambiano atmosfere e ambiente. Tavecchio lo chiama condottiero e infatti Antonio Conte è l’uomo di sport più vicino a Giulio Cesare che si possa immaginare, un leader, un caposcout, un sakem indiano, un fratello maggiore.

L’Italia di ieri, schierata nel primo tempo, sembrava una Under 21, non c’era un campione, né un trascinatore. Nessun fuoriclasse, mentre di fronte c’erano i tulipani che avevano impressionato fino a due mesi prima ai Mondiali brasiliani, arrivando terzi a fine campionato. Una squadra di ben altra schiatta, ma che alla fine ci ha rimesso le penne o i petali contro i ragazzini del guerriero nato a Lecce.

Conte è un fenomeno della natura, cerca le imprese difficili e le affronta, dove nessuno si cimenterebbe lui si esalta, quando gli altri lo criticano, lui vince.

Nell’invidia e nel pregiudizio di tanti lui si allena meglio per ottenere sempre il gradino più alto del podio, e per prendere applausi a scena aperta. E’ più personaggio lui di tutti i giocatori della nazionale messi insieme.

E se noi leccesi non gli abbiamo mai voluto bene  e lo consideriamo antipatico, pazienza… Lui vince lo stesso.



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