45esima Stagione Lirica, attesa finita per «Tosca»

Da venerdè¬ 14 a domenica 16 marzo, il Politeama Greco del capoluogo salentino ospita il secondo appuntamento con la rassegna teatrale della Provincia leccese. L’opera di Giacomo Puccini allieterà il week end degli appassionati.

L’attesa è finita. Sta per arrivare il momento tanto atteso per tutti gli appassionati del genere. “Tosca”, l’opera più drammatica di Giacomo Puccini e fra le più rappresentate e popolari del grande compositore lucchese, sbarca a Lecce e arriva come secondo appuntamento del programma della 45esima Stagione Lirica Tradizionale della Provincia salentina. Venerdì 14 marzo, alle ore 20.45, il Teatro Politeama Greco ospiterà il primo appuntamento con “Tosca” che poi sarà offerta in replica sabato sempre alle 20.45 e domenica alle 18.

L'opera, suddivisa in tre atti, vede il suo momento culminante e più atteso dal pubblico, nelle parole "Vissi d'arte, vissi d'amore", pronunciate da Tosca nella famosissima aria del secondo atto. Esse racchiudono tutta l’essenza dell’opera e della protagonista, un’eroina forte e passionale, vittima della sua eccessiva gelosia, disposta a tutto pur di difendere e proteggere l'uomo che ama.

L’ambientazione è a Roma, nel giugno dell’Ottocento. La napoleonica Repubblica Romana è appena stata abolita e sono in corso rappresaglie nei confronti degli ex repubblicani. Fra questi Cesare Angelotti, già console della Repubblica che, evaso da Castel Sant’Angelo, trova rifugio nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle. Qui incontra il suo amico pittore Mario Cavaradossi che gli assicura aiuto e collaborazione. Il colloquio fra i due è interrotto dal sopraggiungere della cantante Floria Tosca, amante del pittore, che si lascia andare ad una scenata di gelosia perché si accorge che il volto di Maria Maddalena che Mario sta dipingendo è quello della marchesa Attivanti. Dopo essere stata rassicurata dal pittore, Tosca lascia la chiesa e i due amici fuggono via. Il resto della storia si sviluppa intorno al personaggio del barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie il quale, venuto a conoscenza dell’intesa fra il fuggiasco ed il pittore, ordisce una trappola per conseguire il duplice obiettivo di sedurre Tosca e catturare Angelotti. Fa dunque arrestare Cavaradossi con l’accusa di cospirazione e poi costringe Tosca, con la promessa di un salvacondotto per il suo amato, a promettersi a lui ed a rivelare il nascondiglio di Angelotti. Tosca cede al ricatto ma, non appena ottenuto il documento, estrae un coltello ed uccide Scarpia. Corre dunque a salvare il suo uomo ma giunge tardi perché, nel frattempo, Mario è stato fucilato. Colta dalla disperazione, Tosca si toglie la vita gettandosi nelle acque del Tevere.

Questa mattina alle ore 11, a Palazzo Adorno a Lecce, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Sono intervenuti: il direttore artistico della Stagione Sergio Rendine, il regista Enrico Castiglione, il maestro concertatore e direttore d’orchestra Marcello Panni, il vicepresidente della Fondazione Ico “Tito Schipa” Eraldo Martucci, il direttore di produzione della Stagione Carlo Antonio De Lucia, l’attrice Dimitra Theodossiu che interpreta la protagonista.

I protagonisti che sono intervenuti in conferenza hanno voluto sottolineare quanto sia ingiusto e sbagliato in un periodo come questo non puntare sulla cultura per risollevare le sorti di un paese alla deriva. Nelle loro dichiarazioni, che si sono via via susseguite, si denotava tutta la rabbia ed il rammarico per dei governi, tutti quelli che si sono succeduti nell’ultimo ventennio, che hanno pian piano tolto sempre più risorse e dato sempre meno importanza all’intelletto, al patrimonio di conoscenze e ad arti (quali il teatro per esempio) che nobilitano l’uomo e possono portarlo alla redenzione dell’anima.