Halloween vs San Martino. Al fascino della paura i salentini preferiscono il vino

Mancano pochi giorni ad Halloween e mentre fervono i preparativi per la notte più spaventosa dell’anno nel Salento si pensa già a San Martino, lo storico appuntamento in cui la vera magia è il modo in cui si fondono sacro e profano.

Mancano davvero pochi giorni a Halloween, uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno, Natale escluso ovviamente. Nata come festività celtica pagana, trasformata dal cristianesimo in ricorrenza per ricordare i defunti, la notte del 31 ottobre, negli anni è diventata sinonimo di party che coinvolgono migliaia di persone accomunate da una «spaventosa» voglia di divertimento, o un’occasione per ridere e stare insieme agli amici. Una tradizione che, tra polemiche futili che puntualmente animano le discussioni, le prese di posizione su ciò che non dovrebbe essere e persino gli appelli al boicottaggio da personaggi del mondo cattolico, ha coinvolto e appassionato anche lo stivale. Certo, il «trick or treat» l’ormai famoso dolcetto o scherzetto, le zucche intagliate e illuminate, i costumi noir che rendono questa data unica nel suo genere, non hanno ancora nel belpaese, dove sono decisamente le serate organizzate a farla da padrone, quell’appeal che hanno in altri Paesi, ma anche nel Salento hanno preso piede anno dopo anno come dimostrano i numerosi eventi organizzati nei  tanti locali disseminati in tutta la provincia.

Ma se su Halloween, i salentini sono ancora divisi lo stesso non si può dire per un altro appuntamento “storico” imminente: San Martino. Grazie anche a chi lasciando questa terra per studio o lavoro ha portato con sé quelle tradizioni rimaste intatte nel corso dei secoli e celebrate manco fossero capodanno, nell’ultimo periodo la fama dell’11 novembre, giorno in cui si festeggia il vino novello, ha superato i confini locali.  E siccome la nostra “stirpe” è assai diffusa, il nettare degli dei è diventato un vero e proprio culto: non esiste salentino che non organizzi una cena magari illuminata dal fuoco di un camino, e che tra carne e buon vino non le note di  "Mieru, mieru, mieru la la"… perché come dice un antico proverbio «quando il vino è nell'uomo, il senno è nel fiasco». E questo a streghe e zombie è difficile spiegarlo…



In questo articolo: