Incroci fra culture nel giorno di Ferragosto, a Torrepaduli la “Notte delle Ronde”

In occasione della Festa di San Rocco, si terrà a Torrepaduli una delle tappe della Notte della Taranta, organizzata nell’ambito del progetto “Piccola Ronda”.

tamburello

La sera di ferragosto, a Torrepaduli, si racconta un Salento fatto di incroci di culture, tutte tra loro diverse. Sono le culture di chi viene da lontano, di chi approda sulle spiagge salentine e diventa parte delle nostre comunità senza, però, dimenticare le sue radici.

In occasione della festa di San Rocco, prima che il santo lasci la chiesa per la consueta processione tra le vie del paese, 63 bambini di origini diverse saranno i protagonisti della tappa Fuori Festival della “Notte della Taranta”.

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20 in piazza Carmelitani. Dopo lo spettacolo pirotecnico in largo San Rocco, avrà inizio la tradizionale “Notte delle Ronde”, esibizione di duellanti in una performance che prevede il rispetto dei codici tradizionali del duello. “Piccola Ronda” nasce nell’ambito “Progetti Speciali della Fondazione La Notte della Taranta”.

Giunto alla quarta edizione, il progetto è il risultato della collaborazione tra le realtà territoriali – centri polivalenti, cooperative sociali e comunità per minori – che si occupano della tutela dei minori: “Il giardino della luna”, “Una mano per te”, “Coccinella” e “Libellula”.  L’obiettivo di queste associazioni è l’inclusione dei minori all’interno del tessuto sociale. Nel tentativo di mescolare formazione e tradizione, tutti i bambini – che hanno un’età compresa tra i 4 e i 14 anni – sono stati coinvolti, preventivamente, in un percorso di formazione sulla “pizzica scherma” (coordinato dai volontari  Andreina Falcone, Carla Falcone e Anna Vincenti), su canti e danze popolari (con le maestre Sara Meraglia e Serena Pellegrino) e sull’arte del tamburello (istruiti da Daniela De Rosa e Amin Halim).

“Piccola Ronda” è un progetto sostenuto dalla Fondazione “La Notte della Taranta” e riconosciuto da Massimo Manera – presidente della Fondazione – come “fortemente inclusivo e rispondente al ruolo di incubatore delle novità della musica popolare contemporanea”. Non a caso tra i maestri c’è Amin Halim, giovane tunisino che, arrivato a Torrepaduli all’età di 10 anni, si è perfettamente inserito nella comunità salentina. Il tamburello di Amin racconta il Salento come crocevia di culture, narra un Salento volto all’accoglienza, all’inclusione, che non ha paura di arricchire la propria cultura e le proprie tradizioni attraverso il contatto con le altre numerose realtà mediterranee.



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