Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

“Turismo nel Salento? Bello sì, ma per chi?”: la voce dei salentini tra orgoglio e stanchezza

by Redazione
12 Agosto 2025 9:47
in Turismo
0
Ph. Maria Donatio

Ph. Maria Donatio

Dallo spunto arrivato da un altro articolo – pungente al punto giusto e scritto per rimanere in testa tanto da costringerti a pensare anche dopo aver chiuso la pagina – ci siamo fatti una domanda diversa. E se a parlare, per una volta, non fossero i turisti, gli esperti, i politici, ma i salentini? Quelli che il mare lo vedono anche d’inverno, che conoscono i vicoli quando sono vuoti e silenziosi. Chi questa terra la vive davvero. Tutto l’anno.

Ogni estate ci ritroviamo al centro del grande spettacolo del turismo nel Salento. Le spiagge affollate, i locali pieni, il traffico impazzito, le code ovunque. Quest’anno, però, qualcosa è cambiato. E si è notato.

C’è stata meno gente, meno movimento, meno entusiasmo. E meno illusioni, perché il calo si è sentito non solo nei portafogli, ma nell’aria stessa, nei sorrisi forzati di chi lavora nella stagione e sa che qualcosa si è incrinato.

Nel nostro pezzo – schietto, senza peli sulla lingua – abbiamo scritto: “Un territorio che aspetta settembre per capire se ha sbagliato, è già in ritardo. E un territorio che a ottobre ha già dimenticato tutto, è destinato a svuotarsi.” Parole vere, Che fanno male come una porta che sbatte in faccia proprio quando stavi per uscire. Parole che dobbiamo ascoltare.

Perché non basta più fare i conti delle presenze e degli incassi. Non possiamo limitarci a tirare la somma degli ombrelloni occupati o delle presenze nei B&B. Dobbiamo avere il coraggio di andare più a fondo, di porci le domande scomode che tutti evitano. Dobbiamo chiederci: che tipo di turismo vogliamo? Che futuro immaginiamo per questa terra? Chi ci guadagna, davvero, e chi ci rimette? Siamo disposti a fare scelte coraggiose, anche se scomode, per tornare ad accogliere senza snaturarci?

Il Salento è ancora bellissimo, un paradiso di luce, pietra e mare. Ma il Salento dei salentini, quello autentico, esiste ancora? Forse è il momento di pensare a un turismo che non ci consumi come un gelato al sole, ma ci arricchisca. Che non sia solo stagionale, ma sostenibile e rispettoso. Un turismo che non ci riduca a una scenografia estiva buona solo per i selfie, ma ci permetta di restare comunità viva e orgogliosa tutto l’anno. Che non si misuri solo in numeri, ma in qualità della vita. Anche per chi qui ci resta quando le luci si spengono e l’unico rumore che resta è quello del vento tra gli ulivi ormai ridotti a scheletri dalla Xylella a ricordarci che la bellezza non è eterna se non la proteggi.

Siamo solo comparse nel Salento da cartolina?

Ma attenzione: questo non vuole essere l’ennesimo articolo su “quanti turisti sono arrivati in meno”. Questo è uno sguardo da dentro. Il punto di vista di chi questa terra la abita, la ama, la sopporta, la difende e spesso la subisce.

Siamo felici del turismo? Sì. Ma siamo anche stanchi, esasperati, disillusi.
Il turismo ha portato ricchezza, lavoro, attenzione. Ha cambiato le nostre città, risvegliato i centri storici, dato nuova vita a paesi che rischiavano l’abbandono. Ma ha anche cambiato il modo in cui viviamo il Salento.
In estate, molte volte, ci sentiamo stranieri a casa nostra, ospiti indesiderati. Parcheggi introvabili, prezzi alle stelle, strade bloccate, luoghi del cuore diventati “attrazioni da Instagram”.

E va bene così? Forse no.
Perché non è solo questione di “turisti maleducati” o “posti sovraffollati”. È che non c’è stato un vero equilibrio. Il turismo è esploso, ma la gestione è rimasta artigianale. È mancata una visione. È mancata una guida.
E adesso che i numeri iniziano a calare, la verità viene a galla.

Perché non ci abbiamo pensato prima?

Come salentini, abbiamo accettato – forse troppo in fretta – la trasformazione del nostro territorio in un prodotto da vendere. Abbiamo sorriso mentre le case del centro diventavano B&B, mentre i lidi aumentavano i prezzi, mentre l’“esperienza autentica” diventava un pacchetto da rivendere ai tour operator.
Abbiamo visto sparire botteghe, artigiani, storie. E in cambio? Tanti soldi (per pochi), tanti fastidi (per molti) e pochissima programmazione per il futuro.

Ora, con l’estate che segna un passo indietro, ci accorgiamo che forse abbiamo perso qualcosa di più prezioso dei turisti: l’identità.

Ma allora cosa vogliamo?

Il turismo può essere una risorsa meravigliosa. Ma quello che ci chiediamo è: perché non possiamo avere un turismo intelligente? Perché non possiamo pretendere che il Salento sia valorizzato per ciò che è, e non solo per ciò che si può vendere?

Un turismo sostenibile, rispettoso, che non gonfi i prezzi al punto da farci sentire stranieri a casa nostra. Un turismo che non costringa i giovani a scegliere tra l’emigrazione o il lavoro stagionale sottopagato. Che non riduca la nostra bellezza a una cartolina usa e getta.

Il dibattito è aperto. Abbiamo bisogno di parlarne. Di smettere di accontentarci delle briciole estive e iniziare a pensare a lungo termine. Di ricordare che il Salento non è una destinazione: è una comunità. La nostra.

Previous Post

Falò in spiaggia, quell’antico rituale sempre più lontano

Next Post

Asesi, un riconoscimento internazionale per il futuro delle donne nel digitale

Ultime Notizie

Cronaca

Due ‘colpi’ nella zona commerciale di Lecce. Condannati in due a 4 anni e 2 mesi ciascuno

by Angelo Centonze

Condannati a 4 anni e 2 mesi ciascuno i due uomini responsabili delle rapine ai danni di un supermercato e...

Sala dei commercialisti, Lecce (ph. Giuseppe Greco)

Deposito bilanci e Ddl Concorrenza, gli ordini dei Commercialisti della Puglia a sostegno del Consiglio Nazionale

San Cataldo, la scuola incontra la comunità. I giovani diventano portavoce di una nuova consapevolezza ambientale

Scontro tra moto sulla SP 358, stretta della Prefettura di Lecce contro le corse clandestine sulle litoranee

Incidente nella notte sulla Lecce–Torre Chianca, auto ribaltata senza conducente. Era stata rubata

funghi-non-commestibili

A Nardò un corso per ottenere il patentino per la raccolta dei funghi

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026