Errori da evitare e luoghi comuni da conoscere, vademecum per i turisti in vacanza nel Salento

“Voi pugliesi”…è solo uno degli errori che i turisti in vacanza in Salento commettono spesso. Ecco una lista dei luoghi comuni da conoscere per non sbagliare e rimanere delusi.

Quando un turista inizia a programmare la vacanza in Salento chiede un parere agli amici che hanno già soggiornato in una delle tante località della costa, sempre più amate e affollate.

Prima di partire legge le pagine patinate delle riviste che raccontano anche gli angoli più sperduti e nascosti e si informa, grazie ai tantissimi siti che “si divertono” a recensire persino la bottega più piccola che vende i prodotti tipici locali. E sull’agenda annota le cose da fare: magiare il pasticciotto, bere un caffè in latte di mandorla, gustare un rustico, guardare un tramonto, partecipare ad una delle feste patronali o sagre organizzate anima e cuore.

Ma siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto? Ecco alcuni luoghi comuni da conoscere (non da sfatare) e gli errori da evitare una volta giunti in Salento! Ah, si tratta di una classifica voluta solo per strappare un sorriso.

“Voi pugliesi…”

Evitate di pronunciare questa frase. Non sei in Puglia, ma in Salento. Premessa: ci sono posti meravigliosi anche fuori dai confini locali, città magiche da visitare, borghi da non perdere, ma la gente del posto tiene molto alla sua identità, rimasta intatta per millenni. Un’identità che parla rigorosamente salentino.

Chi sbaglia è costretto a sorbirsi un sermone di sei ore, anche in dialetto locale, in cui si tenta di spiegare che “a Bari hanno una mentalità diversa” e a “Foggia si parla un’altra lingua”. Non tentate di capire, chiedete solo scusa per la gaffe. 

“Giusto un assaggino”

Non sentenziate sul cibo, né sulle quantità delle porzioni. Chiunque entri in Salento è “sciupato”, indipendentemente se la bilancia racconta un’altra verità. E se “stai sciupato” è perché non mangi abbastanza. Che tu sia ospite da amici o comodamente seduto in una trattoria, che sia pranzo o cena non importa: l’imperativo categorico è magiare, mangiare bene e mangiare tanto.

Il consiglio: vi sazierete con gli ‘assaggini’, ma ricordatevi di non far trapelare in alcun modo di non essere capaci a ingurgitare altro cibo dopo gli antipasti. In Salento sai quando ti siedi a tavola, ma mai quando potrai alzarti. È bene farsene una ragione.

Ah, per quanto siano diventati popolari anche in Terronia, dimenticatevi il sushi, la quinoa, le bacche di goji e l’avocado. Qui non esiste il brunch, ma le tavolate di taralli e friselle, di sagne con le cozze, di pezzetti di cavallo e turcinieddhri (o gnummareddi-bruscatizzi), di pesce fresco mangiato crudo con il limone. Non abbiamo le alghe, ma la “paparina”, le “cicureddhre”, gli “zanguni” e le verdure di campagna: non spaventatevi se non esiste un nome corrispettivo in italiano. Si chiamano così, punto. “Lampascioni”, rende bene l’idea: meglio pronunciarlo in dialetto, ma non ad alta voce… Fidatevi e basta.

Ultima cosa: tutto il cibo sarà condito con l’olio, perché è buono e fa bene. Attenzione: guai a dire che è forte e copre i sapori, sarebbe un’eresia.

Il traffico

D’estate si fa la fila ovunque, soprattutto sulle strade che conducono al mare. Avete presente il film Benvenuti al Sud, quando Bisio passa una notte intera in autostrada? Ecco, il tratto che dai laghi Alimini conduce a Otranto (solo per citarne uno) non è la Salerno-Reggio Calabria, ma poco ci manca. Il traffico da luglio a settembre è allucinante senza tralasciare il caos creato dalla cattiva abitudine di prendere l’auto anche per fare cento metri o di parcheggiarla in sesta fila perché non c’è mai posto e “non posso andare a piedi”.

“Posso prendere un mezzo pubblico?” chiedono spesso i turisti. La risposta che riceveranno sarà sempre la stessa: “dove devi andare?”. Non è per farsi i fatti vostri, ma per dissuadervi/farvi ragionare. Chi soggiorna a Santa Cesarea Terme e vuole raggiungere Porto Cesareo chiede un po’ l’impossibile, qualcuno vi deve “salvare”.

Unica nota ‘carina’ è che quando chiedi un’indicazione stradale, la gente non ti risponde (anche perché sarebbe impossibile decifrare i suggerimenti), ma ti accompagna. “Scusi, devo andare a Badisco”…se non è l’Africa, il salentino ti scorta fino a destinazione.

Attenzione in spiaggia

L’avventura più estrema si vive in spiaggia, soprattutto se si tratta di spiagge ‘rinomate’. Se non abiti sul mare, è un casino. Prendi la macchina, imprechi perché non trovi parcheggio, imprechi ancora perché non c’è un lettino né uno spazio dove stendere l’asciugamano, continui ad imprecare per la musica a tutto volume, per i materassini matrimoniali king size che non ti permettono di fare una nuotata, per il chiasso, per gli odori di parmigiana che provengono dall’ombrellone vicino.

Non preoccuparti, inoltre, se qualcuno ti guarda male se cercherai un po’ d’ombra, perché a tutto questo sole non sei abituata. Qui l’abbronzatura è un rito, ti spalmi una crema qualsiasi e ti metti al sole (sbagliatissimo) dall’alba al tramonto. Non esistono protezioni per il viso o per le labbra, quella specifica per il corpo e l’olio per i capelli perché la salsedine li rovina. A proposito di capelli, ricordatevi di dover fare i conti con l’umidità [per le donne che hanno messo la piastra in valigia, toglietela! non vi servirà. Magari aggiungete un paio di scarpe…]

Dimenticatevi l’orologio

Se qualcuno vi da un appuntamento per le 20.00 potete fare con calma perché nel Salento la vita scorre a rallentatore, segue il ritmo scandito dalla natura e dal sole, soprattutto d’estate. Non siamo ritardatari, ma ‘anti-metropolitan life’. Non funziona così al semaforo, lì tutti hanno fretta.

Ospitalità e altruismo

Che i salentini si siano fatti conoscere per la loro naturale ospitalità è un dato di fatto, ormai acclarato. Possediamo il gene dell’accoglienza e grazie al legame che abbiamo sempre avuto con la terra sappiamo ancora donare le cose in modo gratuito. Se incrociate un contadino durante una passeggiata e vi offre un fico fresco, tranquilli, non è avvelenato.

Se riuscirete a tollerare tutte queste cose, quando tornerete a casa vi accorgerete di aver lasciato nel Salento un pezzettino di cuore…e pure la forma fisica perfetta.