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La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, il gioiello nel centro storico di Galatina

by Pierfrancesco Albanese
16 Agosto 2026 9:58
in Viaggi & Itinerari
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Illuminata dai riflettori social dopo la visita della influencer da oltre 20 milioni di followers Chiara Ferragni, la basilica di Santa Caterina d’Alessandria è un gioiello incastonato nel centro storico di Galatina. Fuor di polemica, una delle meraviglie architettoniche che non necessiterebbe del sostegno di personaggi di spicco per inorgoglire la Puglia e l’Italia intera.
Fatta realizzare dal signorotto del luogo Raimondo Orsini del Balzo (sopranominato Raimondello), la basilica risalente al XIV secolo è intrisa di storia, arte e leggenda. Eretta tra il 1383 e il 1391, sarebbe stata realizzata dopo il viaggio che di ritorno dalle crociate il condottiero Raimondello Orsini avrebbe intrapreso sul Monte Sinai, per rendere omaggio al corpo di Santa Caterina. La leggenda vuole che nell’atto di baciare la mano della santa le strappò con i denti un dito, che oggi appartiene al tesoro della chiesa.

Una prima cifra stilistica rilevante è data dall’insolita commistione di elementi appartenenti alla tradizione romanica e gotica, con influssi normanni e bizantini, che fanno della basilica affacciata su piazzetta Orsini uno degli emblemi del romanico pugliese. La facciata tricuspide presenta tre portali ornati da intagli in pietra leccese, mentre il portale principale vede un protiro con due colonne che poggiano su due leoni stilofori e sorreggono due aquile. Tra i particolari rilevanti che non sfuggono alla vista del visitatore c’è l’architrave del portale principale dove figura il bassorilievo di Gesù e dei dodici apostoli, e soprattutto l’imponente rosone centrale che illumina l’interno della chiesa.

All’interno la basilica si presenta come una vera pinacoteca, completamente affrescata sulle pareti, le volte, gli architravi e i pilastri che la suddividono in 5 navate per volontà della principessa Maria D’Enghien, moglie di Raimondello Orsini, che completò l’opera avviata dal marito richiamando i maestri da tutta Italia, alcuni – secondo tradizione – di scuola giottesca. I lavori dei cicli pittorici proseguirono per tutto il ‘400 e diedero vita al ciclo dell’Apocalisse, il ciclo della Genesi, il ciclo cristologico, il ciclo angelologico, il ciclo agiografico e il ciclo mariologico, in aggiunta alla rappresentazione delle Virtù (le quattro cardinali, le tre telogali, più la Pazienza), che fanno della basilica di Galatina la seconda sul suolo nazionale per vastità dei cicli pittorici, scavalcata solo dalla basilica di San Francesco d’Assisi.
La Basilica galatinese si presenta così come uno dei fiori all’occhiello della città e dell’intero Paese. E forse mai come oggi al centro della scena internazionale.

Tags: itinerariluoghi-magici
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