Salve, perla del Capo di Leuca: non solo spiagge, ma anche un centro storico da visitare

C’è davvero tanto da vedere e da scoprire a Salva, piccolo borgo del Capo di Leuca noto per le sue bellissime spiagge e per la sua storia millenaria.

Salve è un saluto gentile, un invito a visitare le bellezze del borgo di poco meno di 5mila anime che si affaccia sul mare grazie alle sue famose marine di Pescoluse (lì dove si trovano le Maldive del Salento, meta ormai gettonata delle vacanze), Torre Pali, Posto Vecchio e Lido Marini. Una sorta di «benvenuto» per esortare i visitatori a conoscere la sua antica storia, la sua cultura e le sue tradizioni.

C’è davvero tanto da vedere a Salve, piccolo comune del basso Salento, lungo la costa ionica del Capo di Leuca, fondato nel 267 a.C. dal centurione romano Salvius. O almeno così racconta la leggenda. Probabilmente, l’uomo aveva conosciuto e animato il territorio molto prima, 60mila anni fa, come dimostrano le ‘testimonianze’ ritrovate a Grotta Montani, nascosta tra pajare e alberi di ulivo, che deve essere stata un ottimo rifugio nel Paleolitico Medio per i predecessori dei “Sapiens”.

Nel tempo, il paese si ingrandì e nel XV secolo, per difendersi dagli attacchi dei turchi, venne costruito un piccolo fortilizio grazie al quale gli abitanti riuscirono a respingere gli assalti dei corsari barbareschi. Il XV è anche il secolo della costruzione delle torri costiere volute da Carlo V per difendere il territorio dalle invasioni dei pirati: quella a Torre Pali, oggi completamente circondata dal mare, fu terminata nel 1563. Secondo alcuni storici, la località, ricca di leggende come quella legata all’isola della fanciulla, è la famosa città di Cassandra, distrutta da un maremoto duemila anni fa.

L’organo funzionante più antico di Puglia

Nel 1628, la città acquistò un organo per la sua chiesa.  L’organo Olgiati-Mauro, come è conosciuto dal nome dei maestri che lo costruirono – Giovane Batista Olgiati di Como “uno dei migliori organari di quell’epoca” con Tomaso Mauro di Muro Leccese che si occupò della parte di ‘falegnameria’ (la cassa, la tastiera, la pedaliera, i mantici…)  – è un vero e proprio gioiello dell’artigianato musicale. È tra gli organi funzionanti più antichi d’Italia e senza dubbio il più antico di Puglia. Lo si può notare, sotto le volte decorate con pregevoli stucchi settecenteschi, nella chiesa parrocchiale di San Nicola Magno. Nei suoi oltre tre secoli e mezzo di storia ha ‘ospitato’ numerosi organisti, anche di fama internazionale.

La leggenda

C’è anche una leggenda che rende più affascinante la storia dell’organo, di inestimabile valore, restaurato nel 1978 sotto la preziosa consulenza tecnico-artistica del maestro Luigi Celeghin, titolare della Cattedra d’Organo al conservatorio di “Santa Cecilia”, a Roma. La ‘favola’ come tutte le fiabe che si rispettino, inizia con c’era una volta…. un galeone che trasportava un bellissimo organo costruito a Como e diretto, probabilmente, ad Alessandria d’Egitto. La nave stava costeggiando le coste salentine quando fu colta da una tempesta, improvvisa quanto violenta, che la trascinò fino alle secche di Ugento. Prima di affondare, i pescatori di Torre Pali cercarono di salvare i marinai a bordo e quando salirono sul relitto incagliato nella speranza di trovare qualche superstite scoprirono nella stiva alcune casse: contenevano le canne di un organo, poi montato nella chiesa madre.

Dopo secoli, l’organo conserva, quasi del tutto, le antiche sonorità. Per questo è il più antico in Puglia. Un altro, datato 1558 (quindi più vecchio) si trova nella cattedrale gotica di Santa Caterina a Galatina, ma ha bisogno di un importante restauro.

Il tesoretto di Salve

Salve è nota anche per le sue masserie e per il tesoretto, antiche monete rinvenute nel 1930 nel fondo “Fano” oggi in mostra nell’esposizione allestita nella cornice di Palazzo Ramirez.

Da visitare nel centro storico anche il bellissimo frantoio ipogeo (nelle foto di Maurizio Colella)



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