Storie di mare. La Grotta Zinzulusa, la ‘stracciona’ immortale che scruta l’orizzonte

È la grotta più famosa del litorale orientale salentino. Parliamo della Zinzulusa a Castro, un tempio della preistoria a portata di mano

Gli zinzuli, in dialetto locale, sono gli stracci, da qui il nome fantasioso, ma aderente alla morfologia del luogo. Parliamo della Grotta Zinzulusa di Castro che, tradotto in italiano, significa stracciona per via delle stalattiti che sembrano prendere come tanti stracci. Si tratta di una delle grotte anchieline più grandi ed importanti del Sud Italia, ovvero quelle grotte vicine al mare, ma poste in uno spazio a se stante, cioè separate dall’acqua.

Ai confini dei due mari, dove passa il 40° parallelo e dove gli ultimi studi archeologici hanno individuato l’approdo del mitico Enea nel poema epico virgiliano troviamo un antro del mistero con una storia così lunga da non poter essere datata con facilità, oggi divenuta una meta turistica di assoluto pregio.

Per giungere alla Zinzulusa si imbocca in auto o a piedi una discesa costiera ad un km a nord della città di Castro, e dopo essere giunti in un ampio piazzale adibito a parcheggio e servito da bar, pub, e ristoranti è possibile acquistare il biglietto d’ingresso per la grotta, con visita guidata a piedi che dura all’incirca 40 minuti.

Chi vuole può aggiungere anche il giro in barca alle altre grotte di Castro e cioè la Palombara e la grotta Azzurra, famosa per i suoi magnifici colori turchesi.

L’ultima nota riguarda la fisionomia del tratto di mare. Davanti all’ingresso della Zinzulusa si presenta il maggior dislivello subacqueo sottocosta, con una profondità che supera i 20 metri nello specchio d’acqua antistante. Un record assoluto per il mare pugliese.



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