Il Salento delle dimore storiche e delle masserie: ecco la leggenda di Villa Schito a Torre Suda

Il Salento, terra di mare, di sole, di vento e non solo. Terra ricca di antiche masserie e dimore storiche di altri secoli e altra memoria. Villa Schito a Torre Suda racconta la sua leggenda.

Villa Schito a Torre Suda

Tutto il Salento splende di pulizia e le sue case si direbbero lavate e asciugate dal mare e dal vento”, da Viaggio in Italia di Guido Piovene, 1957. Così il giornalista veneto intuì la bellezza genuina della nostra terra. Dei suoi dialetti, delle sue usanze e dei suoi costumi. Ma soprattutto delle sue maestose e autentiche costruzioni edilizie come le masserie e le dimore storiche sparse per tutto il territorio salentino.

Villa Schito a Torre Suda

Dalla costa ovest dello Jonio, affacciata sulla scogliera frastagliata della marina racalina di Torre Suda, Villa Schito è uno degli esempi di villa in stile moresco, molto rari nella formazione delle dimore storiche appartenenti alla penisola salentina.Varie e composite sono in realtà le formazioni delle masserie e delle ville leccesi che abbelliscono il territorio, ma la particolarità di quest’ultima ha sempre suscitato grande interesse e stupore, oltre che per i residenti del territorio, anche per curiosi e turisti di passaggio.

Al centro di un ampio giardino ad’oggi incolto, si erige quest’antica dimora che rievoca uno stile e un fascino risalente alla cultura architettonica orientale preislamica, con le due logge, quella frontale sul lato della strada e quella posteriore dalla parte del mare, composta da precisi ed ampi archi a ferro di cavallo degnamente abbelliti.

Molto importanti sono i colori e i motivi decorativi che si impongono all’attenzione dell’osservatore per la loro raffinatezza e varietà di stili mescolati assieme. Subito allo sguardo risaltano, ad esempio, gli orpelli sinuosi e continui in alto della terrazza. Sulla facciata principale è possibile notare come da un ragionamento visivo a strisce orizzontali, si passi alle forme romboidali discontinuee ruotate presenti in alto o nella parte d’ingresso più interna.

Fu una prerogativa importante nella concezione estetica, lo studio da parte degli architetti dell’epoca sulla commistione e l’accostamento di forme nuove, eclettiche e dinamiche che potessero al contempo suscitare sentimenti e sensazioni nuove, fresche, vitalizzanti nell’animo di chi potesse ammirarle.

La storia mai raccontata della villa

Nel corso del tempo la villa non è mai stata ristrutturata. Numerose sono ogni volta le domande che turisti e passanti pongono in questo senso, quando appunto si ritrovano davantia questa eccentrica dimora. Tra le tante storie e leggende raccontate dalla tradizione popolare, una più di tutte ha avuto maggiore successo: quella riguardante la presenza di una donna che, ogni notte, esce fuori dalla parte posteriore della villa che si affaccia sul mare, per suonare con il suo violino una melodia dolce e triste allo stesso tempo.

La leggenda narra, infatti, che nel corso dello scorso secolo, una coppia di nobili in decadenza abbia abitato la dimora per un breve periodo di tempo. Un giorno l’uomo dovette partire per mare dal piccolo porticciolo sottostante la villa insieme ad un gruppo di altri, per un viaggio in cerca di lavoro.

Villa Schito a Torre Suda
Prima della partenza però, come ultimo saluto all’amata, lo sposo l’avrebbe portata sulla parte della loggia di fronte al mare, l’avrebbe abbracciata, baciata sotto gli archi imponenti e alti dell’abitazione e chiestole di guardare l’orizzonte ogni momento e di aspettarlo lì, in attesa del suo ritorno. La donna allora ogni notte e fino al giorno della sua morte, avrebbe ingannato l’attesa suonando il suo violino dalle note dolci ma un po’ tristi, proprio lì, dove il suo sposo l’avrebbe lasciata per l’ultima volta.

Ancora oggi nella stagione estiva, quando turisti e residenti popolano la marina, alcuni di loro affermano, nella più totale incredulità e stranezza, di sentire provenire queste note musicali senza vedere in realtà nessuno suonare, spesso nel cuore della notte.



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