Otranto-Leuca, la litoranea delle meraviglie…come un balcone affacciato sul mare

Viaggio sulla costa del Sud, tra la Palascia e il santuario De Finibus Terrae, fra grotte, insenature, abissi marini e tanto paesaggio. In macchina o in moto il panorama sarà sempre mozzafiato.

Fra le tantissime bellezze di questa terra, c’è la litoranea Otranto–Leuca, una delle strade panoramiche più importanti e più belle d’Italia. Realizzata a ridosso del mare, sovrasta gli scorci più suggestivi del sud Salento e offre opportunità straordinarie per scatti fotografici da incorniciare.

Come un balcone affacciato sul mare…

Si parte da Otranto nei pressi della ex base americana in località Orte. Da qui, costeggiando la magnifica e sontuosa scogliera della Palascia, ad un’altitudine di circa 100 metri, si può ammirare la baia di punta Facì fino all’estremità orientale di capo d’Otranto.

Proseguendo si intercettano gli scenari californiani di Torre Sant’Emiliano, uno dei luoghi più affascinanti del Salento, con il suo mare blu scuro e i suoi fondali profondi. La torre di avvistamento è posta su un’altura sporgente dalla quale si domina l’intero canale d’Otranto.

Poche centinaia di metri e siamo a Porto Badisco, nota località balneare, famosa per la sua insenatura profonda, la più grande e significativa di tutta la Provincia di Lecce. Al cospetto della cala di Badisco si trova la Grotta dei Cervi, la “Cappella sistina della preistoria”, considerata uno dei luoghi più antichi d’Europa dal punto di vista della frequentazione umana. La cavità carsica fu scoperta nel 1970 da 5 speleologi salentini e oggi costituisce uno dei punti di rifermento della letteratura archeologica del Sud Italia.

Porto Badisco, è l’ultima località otrantina, e confina con il territorio di Santa Cesarea Terme. Qui la litoranea comincia a risalire fino ad una altitudine di circa 130 metri sul livello del mare e consente il transito nella elegante località marittima nota per le sue acque curative. I fanghi rocciosi delle grotte Fetida e Sulfurea sono un patrimonio inestimabile per l’intero Salento. Il punto di maggior pregio è Porto Miggiano, luogo ricercato da bagnanti e pescatori subacquei per la bellezza dei fondali marini. Rinomata la torre costiera che dà il nome al posto.

Da qui a Castro il passo è breve, superata la Grotta Zinzulusa, spelonca preistorica che deriva il nome da un termine dialettale che indica le stalattiti presenti al suo interno, si entra nell’abitato di Castro, la perla del Salento, una cittadina costruita sulla montagna che si affaccia sul mare fra i più belli del Mediterraneo. La particolarità di Castro è che il suo mare è quasi sempre calmo. Si può dire che 5 venti su 8 sono amici del turismo balneare castrense. La baia antistante il porto è riparata dalla tramontana e dal maestrale, ma diventa un catino ribollente con i venti di scirocco che arrivano a produrre onde alte diversi metri in grado di spazzare la costa, ma questo più nel periodo invernale.

Da Castro si raggiunge la marina di Marittima, dove è presente un’altra importante insenatura, quella dell’Acquaviva, così chiamata per via delle sorgenti di acqua fredda che sgorga dalla roccia. Subito dopo c’è la marina di Andrano, con le imperdibili località balneari della Grotta Verde e de La Botte e dopo ancora c’è la splendida Tricase Porto, luogo di villeggiatura fra i più suggestivi ed eleganti di tutta la costiera orientale pugliese.

L’altra perla tricasina è Marina Serra, da cui si inaugurano gli ultimi 14 km di litoranea, fino alla fine della terra. La marina di Tiggiano propone il suo meraviglioso “balcone sul mondo”. Subito dopo, invece, è tempo di lasciarsi inebriare dall’estrema bellezza di Novaglie, per poi raggiungere il ponte del Ciolo che domina un’insenatura fra le più amate e fotografate di tutta la costa salentina.

Gli ultimi kilometri e poi, al termine di un lungo rettilineo, ecco svettare la sagoma del faro di Santa Maria di Leuca, che sorge sul promontorio di uno dei più famosi santuari mariani della Puglia, quello della Madonna De Finibus Terrae.

Leuca la bianca, con il suo porto turistico, le sue grotte incantevoli e l’azzurro dello Jonio chiude il percorso, degno di essere vissuto più che raccontato, magari in auto, in bici o in motocicletta.



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