Porto Cesareo, c’è un cimitero bizantino sull’Isola dei Conigli?

È possibile che la famosa isola salentina nasconda un tesoro rimasto nascosto per secoli? Se lo chiede un giovane studente universitario appassionato di archeologia che porta la sua testimonianza a Leccenews24.it

‘Non ero mai stato sull’Isola dei Conigli, almeno fino al 3 agosto scorso quando mio fratello, Dario, mi ha proposto di andarci insieme alla nostra famiglia ed alcuni amici che stavano trascorrendo qualche giorno di vacanza con noi a Torre Lapillo.
Devo essere sincero, l’estate appena passata mi ha dato l’opportunità di scoprire una parte del Salento che, da salentino, avevo forse un pò trascurato. Non solo un mare stupendo ma anche una costa ricca di storia che se, da un lato, ha lasciato tracce inequivocabili come i meravigliosi bastioni che da Torre Castiglione a Santa Caterina (Nardò) ne costellano il litorale, dall’altro ne nasconde alcune che, come vi racconterò, sembrano davvero riemergere dalle sabbie del tempo.

Ritorniamo allora sull’Isola dei conigli

Dopo essere approdati ed esserci sistemati su una delle spiagge che danno sul mare aperto, decidiamo di andare a fare una passeggiata nella speranza di vedere qualche coniglietto di cui, fino a quel momento, neppure l’ombra.
Attardatomi, però, ad ammirare un tratto del posto dall’aspetto lunare, il mio sguardo non ha potuto fare a meno di cadere su un particolare che ha in un istante catturato la mia attenzione.
Vi dirò che non vedevo una cosa del genere da almeno una quindicina d’anni, dall’ultima volta, cioè, in cui mi sono recato a Matera per fare un giro tra i famosissimi “sassi“.
Se qualcuno di voi c’è stato e ha avuto la fortuna di avere una guida brava e competente come quella che accompagnò me e la mia classe del liceo di allora, saprà perfettamente che, tra le tante cose da vedere, nel sito lucano vi è anche un cimitero bizantino ricco di tombe che, svuotate del loro contenuto affinché fosse preservato in museo, sono poi state riempite con delle colate di cemento misto a ciottoli di modo che nessuno possa caderci dentro e siano, allo stesso tempo, facilmente distinguibili dalla pietra viva entro cui sono state scavate.
Ebbene, è esattamente la stessa cosa in cui mi sono imbattuto quest’estate sull’Isola dei Conigli. Sotto il sole di agosto, davanti ai miei occhi e semicoperto dalla sabbia, forse riportato alla luce dalle maree, quello che a tutti gli effetti mi è sembrato sin da subito uno dei tanti tumuli bizantini presenti a Matera. Stesse dimensioni, stessa presumibile profondità e anche questo ricavato nella nuda roccia.
Chi scrive non è un archeologo di professione ma solo un appassionato per cui, capirete bene, la prudenza è d’obbligo.
Tuttavia, quel giorno avevo fortunatamente portato con me il mio smartphone con il quale ho potuto scattare qualche foto, istantanee che (grazie a un amico come il sottoscritto amante della storia e dell’archeologia, lo scrittore Alessandro Romano) sono state pochi giorni fa mostrate al professor Paul Arthur che, a una prima occhiata, ha confermato la mia supposizione. “Bizantina o alto medievale” ha ipotizzato il docente dell’Università del Salento, ma è chiaro che occorrerebbero ulteriori accertamenti che solo un esperto come lui potrebbe condurre.
Non saprei dire, ad oggi, se ve ne siano altre celate dalla sabbia che, alquanto grossolana e complice pure l’umidità del sito, potrebbe essersi compattata nel tempo al punto quasi da cementificarsi e nasconderle.
Personalmente ritengo si tratti di un reperto unico, mi verrebbe da pensare voluto ad hoc da qualcuno (forse un notabile dell’epoca?) che volle essere sepolto in un luogo davvero di pace da cui poter sempre “ammirare” l’orizzonte e il mare. Ma ripeto, il sottoscritto è solo un appassionato di archeologia che, forse, si lascia trascinare un pò anche da una certa vena romantica.
Ciò che probabilmente conta è cercare di capirne di più e che, semmai dovesse trattarsi di ciò che penso, l’amministrazione comunale di Porto Cesareo e la Sovrintendenza ai beni culturali possano garantirne l’incolumità e la valorizzazione’.
Ringrazio Leccenews24 per la possibilità che mi ha dato di aprire il dibattito su questa prestigiosa pagina di informazione.’
Luca Nigro


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