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Tutte le “storie” sul Santuario di Montevergine: dall’apparizione della Madonna alla visita segreta di Federico Fellini

by Redazione
16 Agosto 2026 15:00
in Viaggi & Itinerari
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I turisti in vacanza a Otranto, indecisi su cosa vedere dopo la giornata al mare, dovrebbero dedicare un pomeriggio alla scoperta del Santuario di Montevergine a Palmariggi, paese di poco meno di 1.500 anime che si trova a meno di 8 chilometri dalla città dei Martiri.

Anche i salentini che vogliono conoscere il territorio dovrebbero andare, almeno una volta, in questo luogo sacro e magico. Raggiungerlo è semplice, basta percorrere la Maglie-Otranto e prendere l’uscita dedicata che porta alla serra. Non servono indicazioni, invece, ai pellegrini legati da sempre alla Chiesetta e al culto della Madonna di Montevergine.

A dispetto della sua facciata semplice, tipica delle cappelle di campagna, una volta superato il portone d’ingresso, il Santuario si mostra in tutta la sua bellezza e magnificenza. L’altare maggiore in stile barocco – voluto nel 1727 da don Francesco Vernazza – si nasconde dietro la scalinata che conduce alla cripta ipogea di origine bizantina.

La leggenda dell’apparizione della Madonna al pastorello

Bellissima la storia o la leggenda legata alla grotta. Risale al 1595, anno dell’apparizione della Madonna ad un piccolo pastorello del posto che era solito portare il gregge che il padre gli aveva affidato sul «Monte Giove», perché così si chiamava la collinetta in contrada Santa Parasceve, poco lontano da Palmariggi.

Un giorno, il giovincello si accorse di aver perso il suo prezioso coltellino che usava per intagliare i ramoscelli di legno. Consapevole che avrebbe ricevuto un rimprovero dal severo padre, si mise a cercarlo tra i cespugli, fino a quando notò una signora bellissima che sembrava brillare alla luce del sole.

La donna, comparsa dal nulla, gli asciugò con dolcezza le lacrime e gli porse il coltellino. «Corri a chiamare il parroco del paese e tutti i tuoi concittadini», disse la sconosciuta prima di restituire il prezioso oggetto al fanciullo.

Il pastorello, inconsapevole protagonista di una storia destinata ad essere tramandata nei secoli, corse in paese per raccontare a don Francesco Antonio Federici quello che era accaduto. In poco tempo, a “u munte” si radunò un capannello di persone che, facendosi largo tra i rovi, trovarono l’ingresso di una grotta. Era una antica cripta bizantina, che lasciava intravedere tre affreschi. In quell’antico luogo di culto c’era l’immagine della Vergine che tanto gentilmente aveva restituito il coltellino al piccolo pastore. Era incastonata in una cornice barocca ovale in pietra leccese.

Con le offerte dei fedeli fu costruita una cappella rupestre, poi riedificata sulle rovine di quella distrutta (dal 1703 al 1707) secondo uno stile definito “capriccioso”. Fu allora che il tempio fu dedicato alla Vergine Maria Assunta in cielo.

Fuori il Saltuario, c’è un imponente monumento dedicato alla Madonna di Montevergine, progettato da Costantino Dimitri e Generoso da Maglie. In cima, la statua della Vergine realizzata da Luigi Guacci, restaurata dalla comunità dopo che un fulmine l’aveva colpita.

Quando a Montevergine arrivò Federico Fellini

Qualcuno narra che, negli anni sessanta, il famosissimo regista, invitato a Gallipoli (dove non arrivò mai), si fermò in gran segreto a Palmariggi per assecondare il desiderio della moglie Giulietta Masina, molto devota, al santuario di Montevergine. Mentre la sua consorte pregava, Fellini si fermò nella pineta a guardare le cicale morte ai piedi degli alberi, tra gli aghi dei pini.

Cosa vedere a Palmariggi

Percorrendo un sentiero rupestre che conduce alla collina di Montevergine, è situata l’antica Cappella della Madonna del Monte o di Costantinopoli, un raro esempio di edificio religioso di epoca medioevale. C’è anche la Chiesa della Madonna della Palma.

Dal centro storico al Santuario di Montevergine, Palmariggi è un gioiello da scoprire

Tags: itinerari
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