L’Idume, il fiume che sussurra sotto la città

Tutti conoscono Lecce per l’oro della sua pietra leccese, per il ricamo barocco delle sue chiese e per il calore del sole che incendia Piazza Duomo al tramonto. Ma pochi sanno che, proprio sotto i piedi dei passanti ignari, scorre un’anima d’acqua fresca e silenziosa. È il Fiume Idume, il segreto meglio custodito del Salento.

Esiste una Lecce che non brilla alla luce del sole, che non si specchia nel bianco barocco della pietra leccese che impreziosisce i vicoli che profumano di pasticciotto, ma che scorre, silenziosa e ostinata, nel buio. Sotto i passi dei turisti e i tavolini dei caffè, si nasconde un segreto millenario: quello dell’Idume, il fiume “fantasma” che, da secoli, attraversa il cuore della città, intrecciando il suo cammino con quello degli uomini che hanno ricamato leggende e segreti mai del tutto svelati. Per circa 7 chilometri, questo corso d’acqua sotterraneo percorre la sua strada sotto palazzi storici, chiese e antiche dimore, prima di riemergere alla luce del sole, a Torre Chianca, dove le sue acque dolci si fondono con l’Adriatico.

L’Idume: il fiume che non si vede, ma si sente

L’Idume è un fiume che non si vede, ma si sente. È una presenza che si avverte nell’umidità delle cantine antiche, è un vicino di casa impertinente che “bagna” i muri senza chiedere permesso, un inquilino che non paga l’affitto, ma che tutti, in fondo, rispettano. Ma è presente anche nel suono soffuso che, narra la leggenda, i poeti riuscivano a sentire nel silenzio della notte come un canto malinconico. Racconti sussurrati nei vicoli del centro storico che i leccesi tramandano con un misto di ironia e rispetto.

A chi visita il Salento per la prima volta, la sua esistenza viene spesso rivelata come un segreto prezioso, una confidenza fatta solo a chi merita di conoscere l’anima più nascosta della città.

L’Idume non è un fiume… ma Lecce lo chiama così

Tecnicamente, l’Idume non è un fiume nel senso classico del termine. La sua origine va cercata nella natura carsica del Salento, una terra fatta di rocce sabbiose e friabili, modellate dal tempo e dall’acqua che, qui, non scorre in superficie, ma si insinua, scava, scompare e riappare.

Dove incontrare il fiume segreto di Lecce

Se volete davvero “incontrare” il fiume, c’è un luogo magico che sembra uscito da un romanzo di avventura: il Museo Faggiano. Durante dei semplici lavori di ristrutturazione di una casa privata, il proprietario ha scoperto un mondo stratificato di storia: cisterne, pozzi e, infine, lui.

Scendendo nelle profondità del museo, ci si ritrova faccia a faccia con lo scorrere lento dell’Idume. Lì, nel buio fresco, l’acqua appare immobile come uno specchio, ma è viva, pura e inarrestabile. Ma non è l’unico punto: il fiume è visibile anche nei sotterranei di Palazzo Adorno, dove l’acqua riempie una vasca suggestiva circondata da antiche iscrizioni.

Ma dove va a finire tutto questo mistero? L’Idume non resta confinato nell’oscurità. Dopo il suo viaggio sotterraneo, il fiume decide finalmente di vedere la luce a pochi chilometri da Lecce, nella marina di Torre Chianca. Qui, l’acqua dolce e gelida sgorga in superficie creando un bacino naturale prima di tuffarsi nell’Adriatico.

L’Idume…tutti a fare il bagno nel fiume di Lecce

Leggende, misteri e memorie sacre

C’è qualcosa di magnetico in quelle acque scure e silenziose. È come se il fiume raccontasse storie antiche, come se custodisse segreti che non intende rivelare del tutto. C’è chi racconta che le sue acque abbiano il potere di curare i mali del corpo e dell’anima, chi giura che sia sacro alle ninfe, e chi – prestando attenzione – dice di aver intravisto fate e folletti rincorrersi lungo le sponde invisibili. Non tutte le storie sono luminose, a volte il fiume sa essere malinconico.

Alcune parlano di un pianto straziante, quello di un bambino che, secondo la tradizione, veniva udito di notte dai guardiani dei sotterranei di Palazzo Adorno, uno dei luoghi in cui il fiume è ancora visibile.
Qui, sulle pareti umide, restano incise antiche iscrizioni lasciate da comunità ebraiche, che in passato utilizzavano le acque dell’Idume per abluzioni rituali. Segni silenziosi di una vita sotterranea che oggi possiamo solo immaginare.

Ma al di là di ninfe e spiriti, una cosa è certa: in una terra spesso colpita dalla siccità come il Salento, la presenza di una fonte d’acqua dolce rappresentò per secoli una vera e propria benedizione.

L’Idume è un racconto che scorre sotto Lecce, aspettando chi ha voglia di ascoltarlo. Lecce non è solo una città da guardare all’insù, verso i fregi delle sue chiese. È una città che va ascoltata e cercata nel profondo. Il Fiume Idume ci ricorda che, sotto la bellezza evidente del barocco, scorre una vita silenziosa e antica che aspetta solo di essere scoperta.

E tu, avevi mai sentito parlare del fiume segreto di Lecce?