Parabita, la storia della Madonna della Coltura

La storia della Madonna della Coltura di Parabita comincia con un ritrovamento casuale. Un contadino mentre arava la terra trovò il dipinto

Una bellezza del nostro territorio è sicuramente la Basilica della Madonna della Coltura a Parabita, un Santuario che accoglie i padri domenicani insieme alla tradizione della Madonna simbolo e protettrice della cittadina salentina. La storia sembra un po’ un romanzo e racconta il ritrovamento da parte di un contadino che, mentre arava la terra, scopre questo dipinto raffigurante una splendida Madonna che prende proprio per questa ragione il nome di Madonna della Coltura, quasi come fosse stato un dono della madre terra.


Ma ecco che questo incantevole dipinto non aveva un luogo che lo ospitasse e, di fatto, fu momentaneamente sistemata in una cappella fatiscente e rovinosa che risaliva al ‘600, non adatta sicuramente ad accogliere un dipinto così bello e che, sin da subito, fu luogo di culto e pellegrinaggio per moltissimi fedeli. Successivamente la Madonna fu anche collocata nella Chiesa Madre del paese, ma un nuovo e definitivo luogo l’attendeva e per alcuni fedeli e per i sacerdoti della Chiesa Madre quel trasferimento rappresentò una specie di ‘furto’.

Il 21 novembre si festeggia la traslazione e cioè il passaggio definitivo della Madonna della Coltura in un Santuario che per la Vergine venne appositamente costruito, che prese il suo nome e che accolse un numero di fedeli che nel frattempo era diventato sempre più nutrito. La costruzione della Basilica risale al 1920 ad opera dell’architetto Napoleone Pagliarulo e quel 21 novembre di ormai più di cento anni fà fu una festa di fiori, musica e canti volta a voler celebrare una nuova casa per la Madonna che potesse accoglierne la bellezza, ma anche la sua storia e la sua tradizione.

 



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