L’8 maggio 1945, dopo la firma della resa incondizionata della Germania nel quartier generale del maresciallo e generale dell’esercito sovietico Georgij Žukov a Berlino, la nazione tedesca e l’Europa intera si risvegliarono in un clima di pace ma, come per alcuni Stati, un risveglio sotto tonnellate di cumuli di macerie.
La guerra, voluta da Adolf Hitler, aveva causato la morte di sessanta milioni di individui in tutto il mondo, due terzi dei quali civili. I feriti superavano i trenta milioni. La persecuzione di minoranze etniche, di antinazisti del mondo politico e del cristianesimo, di malati psichiatrici, di invalidi, la distruzione di interi paesi e villaggi, voluta da Hitler e dai suoi collaboratori, portarono gli Stati alleati di Inghilterra, Stati Uniti e Unione Sovietica (anch’essa inizialmente complice della politica nazista, poi tradita dai Tedeschi il 22 giugno 1941), alla decisione di processare la Germania, una volta terminata la guerra.
Questa decisone venne presa dal 18 ottobre all’11 novembre 1943, durante la Terza Conferenza Tripartita di Mosca, alla presenta dei ministri degli esteri Hull (statunitense), Eden (inglese) e Molotov (russo). Nel documento stilato alla fine del vertice, nel capitolo intitolato Dichiarazione sulle atrocità, vi era scritto: <<Il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica dichiarano di aver ricevuto da molte parti prove di atrocità, massacri ed esecuzioni di massa a sangue freddo, che vengono perpetrati dalle forze naziste in molti dei Paesi che hanno occupato e dai quali attualmente stanno per essere inevitabilmente cacciati. La brutalità della dominazione nazista non è cosa nuova, tutti i popoli o territori da loro sottomessi hanno sofferto della peggiore forma di governo di terrore. La novità è che molti dei territori che sono ora in fase di liberazione con l’avanzata degli eserciti di liberazione, i nazisti nella loro disperazione, stanno raddoppiando la loro crudeltà… Al momento della concessione di qualsiasi armistizio a qualsiasi governo, che può essere istituito in Germania, quegli ufficiali Tedeschi e uomini e membri del Partito Nazista che sono stati responsabili o hanno preso parte a qualcuna delle suddette atrocità, massacri ed esecuzioni saranno rinviati nei Paesi dove i loro atti abominevoli sono accaduti in modo che possano essere giudicati e puniti secondo le leggi di questi Paesi liberati e dai governi liberi che saranno costituiti in essi>>. Questa dichiarazione congiunta fu la premessa dei processi che si sarebbero svolti.
Anche la Francia, in seguito, riuscì a garantirsi un posto fra le potenze giudicanti che, nell’agosto del 1945, diedero vita al primo grande Processo Militare Internazionale a Norimberga, con otto giudici, due per ciascuna nazione vincitrice. Oltre al processo principale si tennero altri dodici processi secondari nei quali furono giudicati più di duecento imputati tra soldati delle SS, medici e industriali, tutti a Norimberga. Altre milleseicento persone furono giudicate da altri tribunali militari in tutta Europa. Le udienze del processo di Norimberga iniziarono il 20 novembre 1945 e terminarono il 1° ottobre 1946. Gli imputati erano ventiquattro, tutti presenti, tranne tre che furono condannati in contumacia: Martin Bormann, segretario del partito nazista del quale si erano perse le tracce dalla fine di aprile del 1945, Robert Ley capo del fronte tedesco del lavoro che si suicidò in cella il 25 ottobre 1945 e Gustav Krupp, l’industriale tedesco capo della Krupp AG, l’azienda leader per la produzione di acciaio che finanziò la macchina bellica nazista il quale, essendo affetto da demenza senile, non poté affrontare il processo. Gli altri imputati furono Hermann Göring comandante in capo della Luftwaffe e vice cancelliere del Reich, Joachim von Ribbentrop ministro degli esteri dal 1938, Alfred Rosenberg ideologo del partito nazista, Wilhelm Keitel comandate in capo della Wehrmacht, Alfred Jodl capo di stato maggiore delle forze armate, Hans Frank governatore della Polonia, Ernst Kaltenbrunner capo dell’ufficio centrale per la sicurezza del Reich (RSHA) dal 1942, Arthur Seiss-Inquart governatore dei Paesi Bassi, Fritz Sauckel plenipotenziario del programma di sfruttamento dei prigionieri, Julius Streicher filosofo e direttore del settimanale antisemita Der Stürmer e Wilhelm Frick ministro dell’interno, condannati a morte per impiccagione, Walther Funk ministro dell’economia, Rudolf Hess segretario del partito nazista sino al 1941 e successore di Hitler, Erich Reader comandante in capo della Kriegsmarine, la marina militare sino al 1943, condannati all’ergastolo. Albert Speer ministro degli armamenti e Baldur von Schirach capo della gioventù hitleriana condannati a venti anni, Kostantin von Neurath governatore di Boemia e Moravia a quindici anni, Karl Donitz comandante in capo dei potenti sommergibili u-boot a dieci, infine Hans Fritzsche speaker della radio di stato nazista, Franz von Papen ambasciatore in Turchia e Hjalmar Schacht presidente della Reichsbank sino al 1939. Le accuse per le quali gli imputati dovevano rispondere erano quattro: cospirazione contro la pace, guerra d’aggressione, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Ognuna delle quattro nazioni giudicanti fornì un giudice, un sostituto e un procuratore. I giudici, i loro sostituti ed i procuratori che svolgevano il ruolo di pubblica accusa erano i britannici Lord Geoffrey Lawrence che fu anche presidente della corte, Norman Birkett, sir Hartley Shawcross, gli americani Francis Bidle, John Parker, Robert Jackson, i francesi Henri Donnedieu de Vabres, Robert Falco, François de Menthon, e infine i russi Iona Nikitčenko, Aleksandr Volčkov, Roman Rudenko. Per dovere storico è bene sottolineare che il giudice Nikitčenko, anni prima, aveva partecipato ai processi sommari delle purghe staliniane dove vennero condannati a morte migliaia di innocenti tra soldati e semplici cittadini, solo perché sospettati, senza alcuna prova, di essere cospiratori e nemici del regime comunista e della persona di Stalin. La requisitoria del procuratore Robert Jackson, a Norimberga, ricostruì la storia del nazionalsocialismo, la figura di Adolf Hitler partendo dalla stesura del Mein Kampf, la persecuzione e lo sterminio degli Ebrei, la violenza contro gli oppositori politici, la vessazione della Chiesa Cattolica, minuziosamente raccontata per la prima volta. Il procuratore Jackson fece in modo che, diciannove gruppi di indagine, vagliassero attentamente documenti che avrebbero messo davanti alle loro responsabilità i nazisti, fece intervistare i testimoni e vittime delle violenze e visitare i luoghi che erano stati teatro delle atrocità per mettere insieme le accuse. Perché fece tutto questo? La risposta è molto semplice ma, nello stesso tempo, piena di significato. In tal modo le generazioni future avrebbero creduto all’orribile verità e questo sarebbe stato possibile solo portando le prove delle atrocità naziste. Il 29 novembre 1945 fu proiettato un video-documentario, girato dagli alleati, dal titolo I campi di concentramento nazisti, in cui si mostravano i lager appena liberati, i morti nelle fosse comuni, i prigionieri ancora vivi stremati dalla fame, dalle malattie e dal duro lavoro che piangevano e ringraziavano i liberatori, come prova inappellabile alle giustificazioni dei ventuno imputati nazisti. Gli atti d’accusa non furono rivolti solo agli imputati presenti a Norimberga ma anche contro sei organizzazioni militari e paramilitari come le SS (polizia militare), la Gestapo (polizia politica), l’SD (servizio segreto delle SS), le SA (camicie brune di Rom), l’Ordnungspolizei (polizia d’ordinanza) e l’Oberkommando (alto comando della Wehrmacht) che i giudici del processo, il 1° ottobre 1946, definirono “organizzazioni criminali” in quanto implicate attivamente nello sterminio degli Ebrei, Zingari, Slavi, oppositori politici e di aver attuato materialmente crimini di guerra e guerra d’aggressione contro gli Stati democratici. Le prove a carico presentate nel corso del processo, posero i fondamenti per comprendere la portata dell’Olocausto e del sistema industriale di eliminazione nei lager, come quello di Auschwitz-Birkenau, ed in altri campi tra sterminio, concentramento e lavoro. Le accuse si basarono sostanzialmente su documenti firmati dagli stessi imputati durante la guerra, dai quali era difficile discolparsi o prenderne le distanze se non dal punto di vista del pentimento postumo. Infatti, durante l’avanzata degli alleati nel territorio tedesco, furono recuperati migliaia di documenti nazisti e, grazie all’opera instancabile di alti ufficiali e semplici soldati, faldoni di tremila tonnellate contenenti prove cartacee, furono ordinati e presentati al processo di Norimberga. I documenti riguardavano la Conferenza di Wannsee del 1942 e i rapporti delle Einsatzgruppen, stilati dalle unità mobili di sterminio durante l’Operazione Barbarossa in Unione Sovietica nella quale furono sterminati un milione di Ebrei e duecentomila tra civili e commissari politici comunisti. L’accusa mostrò anche un album fotografico, realizzato per ordine del generale delle SS Jϋrgen Stroop ed inviato ad Himmler, che documentava la distruzione del Ghetto di Varsavia nell’aprile-maggio 1943. Stroop dichiarò che, durante quell’evento, i suoi uomini arrestarono cinquanta mila ebrei, ne uccisero settemila e ne inviarono altrettanti nel campo di sterminio di Treblinka. Il processo di Norimberga, seppur con qualche imperfezione e lacuna dal punto di vista del diritto, scosse profondamente le coscienze, non solo del popolo tedesco, ma del mondo intero. Quasi tutti conobbero, per la prima volta, la portata della Seconda guerra mondiale, le crudeltà e le violenze che i nazisti e i loro collaboratori perpetrarono contro persone innocenti appartenenti ad una determinata etnia, in pochi trovarono conferma di quello che già sapevano. Il processo fu un punto di partenza molto importante per la prosecuzione di altri processi che contribuiranno alla denazificazione dell’Europa e faranno sempre più luce sull’Olocausto e sul secondo conflitto bellico. Queste ferite non andranno mai via dalla storia dell’umanità in quanto, soprattutto in questi ultimi tempi, se ne stanno aggiungendo di altre che non devono assolutamente incancrenirsi. Che tutto ciò sia un monito a coloro i quali, potenti della terra, dalla storia non hanno imparato e capito niente.
