​Scontro treni in Puglia. Il Capostazione di Andria si difende ‘Non ho modificato io l’orario sul registro’

Il capostazione di Andria, Vito Piccarreta ha negato di essere il responsabile dell’alterazione fatta a penna sul registro di partenza del treno che si è poi scontrato con quello che viaggiava sullo stesso binario proveniente da Corato.

Le 23 persone che hanno perso la vita dell’abbraccio mortale tra due treni che correvano sullo stesso binario e gli oltre cinquanta pendolari rimasti feriti nello scontro meritano “giustizia”.  Per questo i Pm di Trani stanno cercando di far luce sull’incidente ferroviario del 12 luglio scorso, tra i più gravi nella storia del Belpaese. Nella ricerca della verità, oggi è una giornata importante: quella degli interrogatori dei capistazione. Il primo ad essere ascoltato è stato Vito Piccarreta che, attraverso il suo legale, ha negato di essere il responsabile dell'alterazione dell’orario, fatta con una penna.
 
«Quella grafia non è mia», ha dichiarato con forza il ferroviere che ha deciso di collaborare con la Procura per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Durante il faccia a faccia, Piccarreta ha inoltre dichiarato "di non avere dubbi" sul fatto che il treno sia partito da Andria alle 10.59.
  
Sotto la lente degli investigatori, è finita un’alterazione “evidente” riscontrata sul registro di partenza del treno dalla stazione di Andria il giorno della tragedia. Si sta cercando di capire, insomma, se qualcuno abbia tentato di coprire a posteriori uno sbaglio o una disattenzione che ha portato al disastro causato sì da un errore umano, ma anche dal ritardo nei lavori di adeguamento del tratto e dalla mancata spesa delle risorse stanziate.
  
Atteso nel primo pomeriggio l'interrogatorio Alessio Porcelli, il capostazione di Corato, che dovrebbe essere rinviato a causa di un impedimento del suo avvocato.
  
Intanto, con le dimissioni del piccolo Samuele, il bambino salvato dalla nonna ed estratto dalle macerie dai vigili del fuoco che gli hanno vedere un cartone animato sul telefonino per distrarlo durante le operazioni, i feriti ancora ricoverati sono 18. Diminuiscono anche le prognosi riservate che passano a cinque.



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