Avrebbe abusato di una 13enne: insospettabile “amico di famiglia” condannato a 9 anni e 6 mesi

Un operaio 51enne di Veglie rispondeva del reato di violenza sessuale aggravata e continuata. L’uomo venne arrestato il 1 febbraio scorso, a seguito di ordinanza di misura cautelare.

Avrebbe abusato di una tredicenne, portatrice di un deficit intellettivo e per un operaio arriva la condanna a 9 anni e 6 mesi. La sentenza è stata emessa dal collegio della prima sezione.

Il 51enne di Veglie rispondeva del reato di violenza sessuale aggravata e continuata ed il pubblico ministero Stefania Mininni, titolare dell’inchiesta, ha invocato la condanna alla pena di 15 anni. I giudici hanno disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di avvicinamento per 1 anno (una volta scontata la pena) dai luoghi frequentati da minori.

Inoltre, la sentenza prevede a carico dell’imputato, il pagamento di una provvisionale di 25 mila euro a testa, in favore dei genitori della vittima e di 15 mila per le due sorelle, oltre al risarcimento del danno in separata sede. I familiari della minore si sono costituti parte civile con gli avvocati Carlo Madaro e Pierandrea Gerardi.

L’imputato, invece, è assititito dall’avvocato Giovanni Gabellone che ha chiesto l’assoluzione dell’uomo, ritenendo inattendibili gli episodi denunciati. Il legale, una volta depositate le motivazioni della sentenza, proporrà ricorso in Appello.

Le indagini

L’uomo fu arrestato il 1 febbraio dello scorso anno, a seguito di ordinanza di misura cautelare. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Veglie, guidati all’epoca dei fatti, dal maresciallo Matteo De Luca.

Secondo la Procura, la tredicenne sarebbe stata vittima nei primi mesi del 2016, di abusi sessuali da parte di un “insospettabile” amico di famiglia.

Sarebbe venuto a galla come in alcune occasioni l’operaio raggiungesse la minore presso la sua abitazione; restasse a casa sua per diverso tempo da solo con lei.

Dalle indagini sarebbe poi emerso che la ragazzina fosse costretta ad assumere droghe ed alcool e si spostasse frequentemente in macchina assieme al 51enne.

La ragazzina è stata ascoltata più volte, anche nell’ambito dell’incidente probatorio, riferendo che  amico di famiglia, la riempiva di attenzioni e regali e si sarebbe mostrato geloso verso di lei, quando sapeva che ella frequentava suoi coetanei o si vestiva e truccava in maniera appariscente.

A supporto di quanto dichiarato dalla tredicenne, ci sarebbero alcuni messaggi su WhatsApp e sul suo profilo Facebook e l’acquisizione di tabulati telefonici.

Anche la direzione scolastica si sarebbe resa conto di certe anomalie nei comportamenti della studentessa ed erano stati allertati i servizi sociali.



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