Abusi indicibili sulla figlia 12enne della convivente: condannato a 7 anni e 4 mesi

Al termine del processo con rito abbreviato, il gup Sergio Tosi ha ritenuto un 48enne leccese colpevole del reato di violenza sessuale aggravata e continuata.

Una serie d’indicibili abusi sulla figlia della convivente, di appena 12 anni. Al termine del processo con rito abbreviato, il gup Sergio Tosi ha inflitto la pena di 7 anni e 4 mesi ad un 48enne leccese. L’uomo dovrà anche risarcire la vittima con una provvisionale di 40mila; la madre con 10 mila euro e il padre con 5 mila euro. Oltre al risarcimento del danno in separata sede. Si erano tutti costituiti parte civile attraverso l’avvocato Alessandra Viterbo.

Sono state disposte, inoltre, svariate pene accessorie: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed all’amministrazione di sostegno e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio in istituzioni frequentate da minori.

Il gup Tosi, infine, ha stabilito l’applicazione per la durata di 1 anno (dopo l’esecuzione della pena) di alcune misure di sicurezza come il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dai minori o di svolgere lavori che prevedano un contatto con gli stessi. Infine l’obbligo di tenere informata la polizia sui propri spostamenti.

L’imputato è difeso dall’avvocato Luigi Rella che, una volta depositate le motivazioni della sentenza, potrà proporre ricorso in Appello. L’uomo rispondeva di violenza sessuale aggravata e continuata. Al termine della propria requisitoria, il pm Stefania Mininni ha invocato la pena di 8 anni.

I fatti

Il 46enne leccese venne arrestato nel febbraio del 2017 dagli Agenti della Squadra Mobile. Nei suoi confronti, venne eseguita un’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari (attualmente è sottoposto solamente al divieto di avvicinamento).

Le indagini presero il via dopo una prima denuncia della convivente, alla fine di luglio del 2016. I fatti si sarebbero verificati a partire dal 2014, nel periodo in cui l’uomo aveva una relazione sentimentale con la mamma della piccola vittima.

Secondo quanto denunciato agli inquirenti, la donna avrebbe ricevuto le confidenze della figlia, che le avrebbe confessato di avere subito molestie dal 48enne leccese. Quest’ultimo l’avrebbe anche minacciata di non riferire nulla a nessuno.

La minore venne anche ascoltata con “modalità protetta”, confermando quanto denunciato dalla madre. La Procura sulla scorta dei successivi accertamenti, sosteneva che il 48enne, nelle ore notturne, si sarebbe introdotto nella cameretta della bambina. Quì, l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime e sul seno, baciandole anche la bocca. In un’occasione, l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale.



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