Con le minacce e le estorsioni era diventato l’incubo dei commercianti di Surbo, arrestato 28enne

Per un 28enne di Surbo si sono aperte le porte del Carcere di Lecce con le accuse di rapina, violenza privata, sequestro di persona, estorsione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo.

Con le sue “richieste” aveva creato un clima di paura  e preoccupazione tra i commercianti di Surbo obbligati a pagare il conto che Giovanni Negro, classe 1993, gli presentava senza alcun motivo. A scrivere la parola fine sono stati gli uomini in divisa che hanno bussato alla porta della sua abitazione stringendo tra le mani un’ordinanza di custodia cautelare. Le accuse, scritte nero su bianco, sono “pesanti”: rapina, violenza privata, sequestro di persona, estorsione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo.

Il provvedimento, emesso dal Gip Giulia Proto su richiesta del Pubblico Ministero Luigi Mastroniani è l’ultimo atto di una complessa indagine portata avanti dai carabinieri di Surbo, comandati dal luogotenente Damiano Pascali e coordinata dalla Procura della Repubblica. Gli uomini in divisa sono riusciti a ricostruire, episodio dopo episodio, tutte le richieste estorsive del 28enne ai commercianti di Surbo, obbligati a corrispondergli somme di denaro senza averne titolo. Con il suo modo di fare, insomma, aveva creato tra gli esercenti locali un clima di forte preoccupazione.

Il fatto più grave risale a novembre dello scorso anno, quando il 28enne, dopo essersi fatto consegnare una modica somma di denaro da un commerciante, gli ha sottratto le chiavi dell’auto e lo ha costretto a salire a bordo privandolo della libertà personale per circa due ore.

L’ultimo a meno di un mese fa quando, al fine di impossessarsi ingiustamente di una somma di denaro, ha minacciato la vittima puntandole un fucile monocanna in faccia. Il poveretto è stato anche costretto a mettersi in ginocchio.

Grazie alle dichiarazioni rese da alcuni testimoni e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dei luoghi dei negozi presi di mira, gli uomini dell’arma sono riusciti a dare un volto e un nome all’autore di tutti questi gravi.

Per Negro, alla fine, si sono aperte le porte del carcere di Lecce.



In questo articolo: