Erano il terrore dei supermercati del Salento, per la Polizia sono Maiorano e Calò i responsabili di 11 rapine

I poliziotti considerano proprio loro i responsabili, a vario titolo, della commissione di ben 11 rapine perpetrate con l’uso di armi , tra il mese di settembre e novembre 2018 a danno di  esercizi commerciali di Lecce e Provincia.

Rapina all’ Eurospin di Carmiano del 14 settembre 2018,  rapina all’Eurospin di Veglie del 19 settembre, rapina al Dok di Lequile del 22 settembre, rapina al centro commerciale ‘Moda Piu’ di Carmiano del 29 Settembre, rapina al Bar – Tabacchi dell’area di servizio Total Erg di Lecce dell’11 ottobre,  rapina al supermercato Mello di San Pietro in Lama del 17 ottobre, rapina al Sisa di San Pietro in Lama del 20 ottobre, rapina all’Eurospin di Galatina del 26 ottobre, rapina al Conad di Novoli  del 2 novembre, rapina al Bar – Tabacchi dell’area di servizio Total Erg di Lecce dell’8 novembre 2018.

L’elenco è già lungo così ma nelle prossime ore potrebbe anche aumentare.

Gli arrestati: Mirko Maiorano e Giovanni Calò

Fatto sta che a conclusione di una complessa attività investigativa, gli agenti della Squadra Mobile,  diretti dal Vicequestore Alessandro Albini, nella serata di ieri, hanno dato esecuzione a 2 misure coercitive, emesse dal GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di  Mirko Maiorano, 27enne, nato a San Cesario di Lecce e Giovanni Calò, 32enne, nato a Copertino.

I poliziotti considerano proprio loro i responsabili, a vario titolo, della commissione di ben 11 rapine perpetrate con l’uso di armi , tra il mese di settembre e novembre 2018 a danno di  esercizi commerciali di Lecce e Provincia.

Di cosa rispondono

Entrambi dovranno rispondere di porto illegale di armi alterate, detenzione illegale di munizioni e ricettazione, in concorso tra loro e con altri soggetti che proprio in queste ore sono in corso di identificazione.

L’importanza delle telecamere di videosorveglianza

L’attività investigativa è stata supportata dall’ausilio di immagini ottenute grazie all’installazione di telecamere da parte dei poliziotti poste a copertura di alcune aree ritenute di interesse strategico, quasi tutte per lo più posizionate nell’abitato del comune di Monteroni di Lecce.

I video hanno contribuito alla ricostruzione con dovizia di particolari di almeno 11 episodi delinquenziali verificati tra Lecce e provincia.

Il passo falso

A dare una svolta alle indagini, però, è stato l’assalto dell’11 ottobre alla Total Erg di Lecce, qui, i due, oltre alla stazione di servizio avevano anche rapinato un uomo ivi presente,  impadronendosi della sua autovettura e di un borsello. Fuggiti via con il mezzo rubato, si sono fermati presso un altro distributore per acquistare una tanica di benzina con cui dare fuoco alla macchina ed è qui  che sono state acquisite le immagini nella quali, anche se non in maniera nitida, si vedeva la fisionomia.

Maiorano e Calò erano già stati arrestati

I due, a dire il vero, erano già in stato di custodia cautelare, Maiorano in carcere e Calò agli arresti domiciliari.

Furono tratti in arresto, sempre dalla Squadra Mobile di Lecce, proprio a seguito dell’ultima rapina consumata in ordine di tempo e cioè quella del 17 novembre del 2018 quando, armati di un fucile a canne mozze, assaltarono e rapinarono il supermercato Mello  di Monteroni.

In quella circostanza, sulla scorta di indagini lampo, i poliziotti riuscirono a intervenire immediatamente rintracciando, poco dopo la consumazione dell’evento, Mirko Maiorano che si era nascosto in un appartamento disabitato adiacente alla sua abitazione e arrestandolo in flagranza di reato.

Le successive attività di ricerca eseguite in locali risultati nella sua disponibilità avevano poi permesso di recuperare, in un garage, il fucile a canne mozze utilizzato, una pistola calibro 45, oltre a 150 munizioni calibro 45 e 12,  una moto di grossa cilindrata risultata rubata, già utilizzata per la fuga nella maggior parte dei colpi messi a segno dal gruppo, oltre a passamontagna, giubbotti, zaini e caschi.

Giovanni Calò fu arrestato l’indomani della commisasione della rapina e tradotto  presso la casa Circondariale di Lecce.

Entrambi, proprio per quel colpo, sono stati  già condannati in primo grado alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione.

“L’utilizzo delle tecnologie è fondamentale per le indagini, ma questa è stata un’investigazione per la quale sono state necessarie l’esperienza acquisita, la conoscenza del territorio, la capacità di svolgere pedinamenti, gli atti tipici della vecchia attività di Polizia e sotto questo profilo devo dire che gli agenti della Squadra Mobile di Lecce sono particolarmente bravi e dotati di notevole esperienza”, ha affermato il Questore di Lecce, Andrea Valentino

 



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