Calunnia nei confronti di un poliziotto per un presunto stalking? Tre assoluzioni

Il pubblico ministero in precedenza, ha invocato la pena di 2 anni per ciascuno di essi. La presunta vittima raccontò nella denuncia sporta il 25 luglio del 2012, di essere stata aggredita da un poliziotto.

Assolti tre membri di una famiglia, per una presunta calunnia nei confronti di un poliziotto accusato falsamente di stalking.
  
Il giudice monocratico Pasquale Sansonetti ha ritenuto non colpevoli "perché il fatto non sussiste": M.I. 35 anni di Vitigliano (frazione di Santa Cesarea); la madre A.D. 60enne di Santa Cesarea ed L.L. 37enne di Poggiardo. Il pubblico ministero in precedenza,  ha invocato la pena di 2 anni per ciascuno di essi.
  
La presunta vittima raccontò nella denuncia sporta il 25 luglio del 2012, di essere stata aggredita da un poliziotto. Nello specifico, dichiarò che l'agente s'infilò nella sua auto, le bloccò i polsi, le impedì di accendere la macchina e di utilizzare il telefonino; infine, le diede furtivamente un bacio sulla guancia. 
  
I familiari della donna confermarono tale versione innanzi agli investigatori. Le successive indagini accertarono però un'altra verità. A quel punto, il pubblico Ministero Roberta Licci decise di archiviare il procedimento nei confronti del poliziotto, accusato originariamente di stalking e violenza privata.  Invece, fu aperto un nuovo fascicolo d'indagine per calunnia a suo danno, a carico dei vari membri della famiglia accusatrice. La sorella della presunta vittima ed il padre hanno patteggiato la pena di dieci mesi innanzi al gup Simona Panzera.
  
Il poliziotto, all'inizio del processo conclusosi questa mattina, si è costituito parte civile con l'avvocato Luigi Corvaglia. I tre imputati, invece, sono difesi dal legale Giancarlo Dei Lazzaretti.



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