Droga, estorsioni ed attentati incendiari per il controllo del territorio. Chiusa l’inchiesta. 41 indagati

Gli indagati hanno 20 giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive attraverso i propri legali.

La Procura chiude l’inchiesta “Stealth” su una presunta associazione mafiosa specializzata nello spaccio di droga. L’avviso di conclusione delle indagini porta la firma dei pm Giovanna Cannarile della Direzione distrettuale antimafia e Alessandro Prontera.

Risultano indagate 41 persone. Si tratta di: Fernando Nocera, 68 anni, residente a Lecce (ritenuto capo del sodalizio); Evelina Nocera, 70 anni, residente a Peschiera Borromeo (provincia di Milano); Mirko Attanasio, 29 anni, residente a Carmiano;
Caterina Bisconti, 42enne, residente a Magliano; Amalia Cadavero, 37enne, residente a Veglie; Valentino Cadavero, 35enne, residente a Veglie; Andrea Carogiuli, 47 anni, residente a Carmiano; Luca Carogiulo, 25 anni, residente anch’egli a Carmiano; Giorgio Centonze, 43 anni, residente a Carmiano; Gianluca Cirfeta, 47 anni, residente a Veglie; Stefano Ciurlia, 54 anni, residente a Lecce; Daiana Stefania Coppola, 22 anni, residente a Magliano; Simone Coppola, 22 anni, residente a Carmiano; Stefano Coppola, 43 anni, residente a Carmiano; Giuliana Cuna, 49 anni, residente a Monteroni; Antonio D’Agostino, 51 anni, residente a Monteroni; Alessio De Mitri, 34 anni, residente a Carmiano; Damiano De Pascalis, 56 anni, residente a Magliano; Fabio Felicioni, 38 anni, residente a Lecce; Marcello Fella, 63 anni, residente a Carmiano; Vito Giancane, 34 anni, residente a Monteroni; Cosima Lupo, 46 anni, residente a Veglie; Alberto Maldarella, 48 anni, residente a Novoli; Marco Matino, 50 anni, residente a Leverano; Pierpaolo Panarese, 40 anni, residente a Lecce; Fabrizio Panzanaro, 53 anni, residente a Veglie; Giovanni Perrone, 56enne, domiciliato a Guagnano; Salvatore Perrone, 57 anni, residente a Trepuzzi; Antonio Pezzuto, 42 anni, residente a Carmiano; Andrea Podo, 46enne, residente a Lecce; Antonio Rampino, 27enne di Trepuzzi; Giovanni Saponaro, 55 anni di Veglie; Maicol Screti, 27 anni, residente a Trepuzzi; Alessandro Simmini, 52 anni, residente a Guagnano; Manuele Sperti, 41 anni di Carmiano; Raffaele Sperti, 44 anni di Carmiano; Cristian Stella, 28 anni, residente a Lecce; Gabriele Tarantino, 44 anni, domiciliato a Monteroni; Daniele Vitale, 39 anni, domiciliato a Trepuzzi; Antonio Ezio Vitale, 64 anni, domiciliato a Novoli; Giammarco Zecca, detto “Baida”, 22enne, residente a Leverano.

Gli indagati hanno 20 giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive attraverso i propri legali, prima che la Procura chieda il rinvio a giudizio.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Simone Viva, Cosimo D’Agostino, Mariangela Calò, Ladislao Massari, Stefano Prontera, Francesco Tobia Caputo, Giuseppe Romano, Luigi Rella, Salvatore Rollo, Federico Martella, Gabriella Mastrolia, Valeria Corrado, Paolo Cantelmo, Mario Fazzini, Massimiliano Petrachi, Maria Lucia Pagliara, Laura Minosi, Gabriele Valentini, Maurizio Scardia, Antonio Luceri, Mario Ciardo, Pantaleo Cannoletta, Antonio Savoia, Nadia Martina, Lucia Longo, Salvatore Greco, Vito Quarta, Giovanni Gabellone, Laura Serafino.

Va detto che nel novembre scorso, vennero arrestate 37 persone (28 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), a seguito dell’ordinanza del gip Anna Paola Capano, chiesta dalla Dda, per associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra nonché ordigni ad alto potenziale esplosivo, estorsione, numerosi danneggiamenti a seguito di incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

L’indagine, condotta dai militari della Compagnia di Campi Salentina e coordinata dalla Dda, ha preso il via nel dicembre 2020 ed è durata fino allo scorso mese di giugno.

Nel corso delle investigazioni sono stati acquisiti elementi in ordine a 26 episodi incendiari e dinamitardi nei confronti di esercizi commerciali, autovetture, cantieri, aziende agricole ed immobili.

Vi sono stati anche danneggiamenti eseguiti con l’utilizzo di colpi d’arma da fuoco nei confronti di abitazioni e l’esplosione di ordigni ad alto potenziale, di fattura artigianale, fatti deflagrare all’esterno di alcune strutture ricettive. Si sarebbero anche appurate presunte condotte estorsive in danno di alcuni imprenditori locali che svolgono la loro attività in diversi settori.

Una nota particolare sarebbe rappresentata dalla modifica di oggetti di utilizzo quotidiano, quali penne, in armi. Una biro, infatti, sarebbe stata modificata e all’interno sarebbe stato realizzato un meccanismo tale da renderla pari ad un’arma da fuoco.