Illeciti nei lavori del poliambulatorio di Martano? Arrivano cinque condanne

Invece, non luogo a procedere per prescrizione riguardo ad un’ipotesi di falso (rispondeva solo di questo) per il sesto imputato.

Si conclude con cinque condanne, il processo di primo grado con sei imputati su un presunto sistema di malaffare per i lavori di ampliamento (in base all’accusa, mai ultimati) del poliambulatorio di Martano, finanziato con i fondi della Comunità Europea per oltre 4 milioni di euro.

Oggi, i giudici in composizione collegiale (presidente Pietro Baffa, a latere Luca Scuzzarella e Roberta Maggio) hanno inflitto per il reato di peculato, la pena di: 4 anni e 2 mesi di reclusione per Fiorenzo Pisanello, di Lecce, responsabile unico del procedimento (in pensione) e Antonio Leo, di Soleto, direttore dei lavori, all’epoca dei fatti; 3 anni e 2 mesi per l’imprenditore Francesco Reddavide, di Adelfia, rappresentante legale della società “Atitecnica 85 s.r.l., per Salvatore Martinelli, di Taranto, rappresentante legale della Elettra, s.r.l. e per Cosimo Partipilo, di Modugno, amministratore della Edilmat s.r.l. Per i cinque imputati disposto il non luogo a procedere per prescrizione, per i reati di falso e frode e per l’abuso d’ufficio, poiché non previsto più dalla legge come reato.

I cinque sono stati condannati al risarcimento in separata sede ed al pagamento di una provvisionale di 10.000 euro per ciascuna parte civile. Si tratta di: Asl di Lecce, Comune di Martano, e Regione Puglia, assistite dagli avvocati Massimo Manfreda, Martina Giannoccolo e Daniela Limongelli. Disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

Il collegio difensivo

Sono difesi dagli avvocati Luigi e Roberto Rella, Giuseppe Corleto, Michele Laforgia, Viola Messa, Rosalba Pindinello, Giuseppe Guastella, Luigi Covella, Giancarlo Vaglio. I legali potranno fare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 30 giorni).

Invece, non luogo a procedere per prescrizione riguardo ad un’ipotesi di falso (rispondeva solo di questo) per il sesto imputato, Gaetano Natuzzi, di Gioia del Colle, direttore di cantiere, in rappresentanza della società mandante Elettra s.r.l. Era assistito dagli avvocati Luigi Covella e Giancarlo Vaglio.

Il pm Alessandro Prontera, al termine della requisitoria dell’ottobre scorso, aveva a sua volta chiesto cinque condanne.

L’inchiesta “Unfinished Work” venne condotta dai finanzieri di Otranto e portò nel 2019, a due misure cautelari ai domiciliari e ad una misura interdittiva. Secondo l’accusa, Pisanello e Leo, in concorso con Partipilo e Natuzzi, avrebbero falsamente attestato che i lavori per il Poliambulatorio di Martano erano ultimati il 26 ottobre del 2015. In realtà, a seguito di un’ispezione dei Vigili del Fuoco di luglio del 2017, veniva dichiarata irricevibile la S.C.I.A. antincendio.

I dirigenti Pisanello e Leo, in concorso con l’imprenditore Reddavide, ritiene sempre la Procura, sottoscrivevano uno “stato finale dei lavori”, privo di coincidenza con l’iniziale computo metrico e si appropriavano di 30.022,76 euro che venivano accreditati alla Atitecnica 85 s.r.l., per lavori apparentemente eseguiti. Il riferimento è alla messa in funzione del Cad Dialisi del Poliambulatorio di Martano.