Termina con ben 59 patteggiamenti, con pene complessive fino a un secolo di carcere, l’udienza preliminare per una maxi truffa, da quasi 15 milioni di euro, con i bonus edilizi.
Nelle scorse ore, il gup Maria Francesca Mariano ha accolto la richiesta di patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione per Marcello Giorgio Monsellato, di Presicce-Acquarica, nelle vesti, all’epoca dei fatti, di titolare di uno studio di consulenza e ritenuto a capo dell’organizzazione, ma anche destinatario, nel 2022, di due attentati incendiari. E ancora, 4 anni e 20 giorni per Andrea Celestino Scarlino, di Melissano; 3 anni e 6 mesi a Monica Sansò e 3 anni, 8 mesi e 20 giorni ad Antonio Talema, entrambi di Racale. E poi, 2 anni e 2 mesi a Gabriele Scialpi, di Gallipoli e 2 anni, 9 mesi e 10 giorni a Rocco Seclì, di Ugento e Josef Antonio Crisiogiovanni, di Casarano; 2 anni, 1 mese e 10 giorni per Antonio Rocco Gravante, di Ruffano; 2 anni di reclusione a Gianluca Manni (pena sostitutiva della detenzione domiciliare), Roberto Manni, e Graziano Pizzolante (tutti di Racale); 1 anno, 11 mesi e 10 giorni a Sandro Manni, di Racale. Pena sospesa per Pizzolante e Sandro Manni. Per gli altri imputati sono state concordate pene tra i 20 giorni ed 1 anno e 11 mesi di reclusione. Il giudice ha disposto una serie di multe e la confisca dei beni per un valore corrispondente all’importo della truffa. La difesa aveva concordato la pen con il pm Simona Rizzo. Non solo, 13 imputati sono stati rinviati a giudizio e dovranno affrontare un processo a partire dall’8 giugno prossimo. Rispondevano, a vario titolo, di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio.
Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. Otto di loro (tra i quali Monsellato) hanno già patteggiato la pena, davanti al giudice Angelo Zizzari per altre ipotesi di reato come l’associazione a delinquere.
La presunta organizzazione, secondo l’accusa, dopo aver individuato possibili beneficiari di bonus edilizi (persone indigenti, senza redditi, etc.) provvedeva alla registrazione delle firme digitali (SPID), all’inserimento delle richieste sul portale dell’Agenzia delle Entrate oltre che alla creazione dei conti correnti presso Poste Italiane. I capitali venivano trasferiti su conti correnti esteri e attraverso meccanismi di riciclaggio e auto-riciclaggio, venivano fatti rientrare in Italia, anche attraverso lo sfruttamento di società costituite allo specifico scopo di gestire gli affari illeciti.
Nel corso dell’operazione “Easy Bonus” sono state svolte una lunga serie di perquisizioni, alcune anche in territorio estero (Lituania) e un sequestro preventivo per svariati milioni di euro.
E vennero individuati una cinquantina di percettori di fraudolenti “bonus edilizi”, prevalentemente “bonus facciate”, che dopo la cessione del credito d’imposta a Poste Italiane sarebbero riusciti a trasferire gran parte delle somme all’estero.
Inoltre, sarebbe emerso l’interessamento di persone vicine alla criminalità locale.
Nel febbraio del 2024, va detto, 13 persone furono destinatarie di un’ordinanza di misura cautelare, a firma del gip Marcello Rizzo, eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Lecce.
Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Presicce, Simone Viva, Raffaele Benfatto, Cosimo D’Agostino, Marco Macagnino, Francesco Fasano, Silvio Caroli.
Intanto, il prossimo 27 marzo, dopo la richiesta di rinvio a giudizio per venti persone, ci sarà l’udienza preliminare per un’altra costola di Easy Bonus, nella quale sono confluiti anche tre episodi intimidatori, con case e macchine, date alla fiamme, per ottenere denaro. Dietro quegli incendi, secondo la Procura, c’era Orazio Preite, di Taurisano, che è stato invece prosciolto oggi dall’accusa di riciclaggio. L’imputato era difeso dall’avvocato Giuseppe Presicce.
