Estorsione e usura a imprenditori in difficoltà, inflitti 27 anni di carcere a tre imputati

I fatti sono molto datati, poiché avvenuti fra il 2005 e il 2007 Il collegio difensivo presenterà ricorso in Appello, non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza

Condanna a complessivi 27 anni di carcere, per i tre imputati, accusati di aver prestato denaro a tassi capestro ad imprenditori in difficoltà economica. È la sentenza emessa dai giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Roberto Tanisi).

Giovanni Tredici, 58 anni e Giuseppe Pagano, 62enne, entrambi di Copertino sono stati condannati a 10 anni per estorsione. Pena di 7 anni, per Nicola Tulipano, 78 anni, imprenditore di Copertino, con l’accusa di concorso in estorsione ed un episodio di usura (assoluzione per l’altro). È risultato invece prescritto il reato di abusivo esercizio della professione, riguardante l’attività di illecita concessione di finanziamenti, riguardante quest’ultimo imputato.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Luigi Rella, Giuseppe Bonsegna, Luigi Corvaglia e Francesco Galluccio Mezio. Il collegio difensivo presenterà ricorso in Appello, non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza.

L’inchiesta

I fatti sono molto datati, poiché avvenuti fra il 2005 e il 2007 e le indagini sono state condotte dai carabinieri della tenenza di Copertino diretta dal luogotenente Salvatore Giannuzzi.

Secondo il pubblico ministero Antonio De Donno (l’inchiesta è stata portata avanti dal pm Massimiliano Carducci) alcuni imprenditori avrebbero ottenuto da Tulipano piccoli prestiti (con cifre oscillanti tra i 6mila ai 13mila euro) ai quali, sarebbe stato applicato un interesse usurario.

Pagano e Tredici, erano accusati di essersi presentati dall’imprenditore in difficoltà per offrirsi come mediatori. In cambio di 15mila euro, si sarebbero interessati  a farlo rientrare in possesso dei locali commerciali che erano stati aggiudicati nel corso di una procedura di vendita all’asta e ad evitare che la sua abitazione prendesse la stessa strada.



In questo articolo: