S.Cesarea Terme, altro crollo a Porto Vergine: “lo scempio continua”

Immagini shockanti quelle che arrivano da Porto Vergine, dove poche ore fa, nel corso dell’episodio di maltempo registrato nel pomeriggio di ieri, è crollato un altro pezzo di falesia.

Immagini shockanti quelle che arrivano da Porto Vergine, dove poche ore fa, nel corso dell’episodio di maltempo registrato nel pomeriggio di ieri, è crollato un altro pezzo di falesia, questa volta proprio a ridosso del porticciolo.

Rampa di accesso al piccolo porto inaccessibile, e persino un’imbarcazione è rimasta danneggiata, per fortuna in modo lieve. Il costone roccioso della zona, però, continua a destare preoccupazioni e ansie, anche perché non è la prima volta che residenti e turisti assistono a episodi simili.

“Due transenne e un pezzo di nastro di plastica. Queste sono le misure di sicurezza che il comune di Santa Cesarea Terme ha adottato per preservare Porto Vergine”, denuncia via Facebook il Comitato di Tutela di Porto Miggiano.

“Abbiamo denunciato la situazione a gennaio, niente è cambiato, se non che un altro pezzo è andato giù con il primo temporale di fine estate. Contemporaneamente, lo scoppio delle fogne ha inondato il mare (e non solo) di liquami, puntuale come sempre”, proseguono dal Comitato.“Complimenti, ancora una volta, a questa e alle precedenti amministrazioni per aver permesso la distruzione e agevolato il degrado di quella che una volta era la “Perla del Salento” e adesso è purtroppo l’angolo più decadente”.

I precedenti

Come detto, non è la prima volta. A gennaio scorso venne giùuna consistente porzione del costone roccioso, sempre nei pressi della rampa d’accesso al porticciolo. Anche il quel caso, il crollo non provocò danni a persone, ma comportò la chiusura di parte della carreggiata di via Fontanelle, che si affaccia sulla zona franata.

Nel marzo 2017 un precedente cedimento del costone nella stessa località. In quella occasione in Consiglio Comunale si annunciarono interventi volti a ripristinare, preservare e migliorare la zona. Interventi che, tuttavia, ancora latitano.



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