Mettono in vendita quadri falsi e contraffatti di Mauro Reggiani, deferite 23 persone. Sequestri in tutta Italia

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce. Le opere sequestrate messe in vendita tra i 15mila e 70mila euro, avrebbero fruttato oltre un milione di euro

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, a conclusione di una lunga e complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, nella persona del Pubblico Ministero Alessandro Prontera, ha accertato l’esistenza di un gruppo criminale, composto da mercanti d’arte, collezionisti e speculatori occasionali, con ramificazioni in tutta Italia, che aveva creato una rete commerciale di ricettazione e commercializzazione di opere d’arte false e contraffatte, attribuite al maestro Mauro Reggiani, uno dei massimi esponenti dell’astrattismo in Italia.

L’inizio delle indagini

Le investigazioni, iniziate nel 2019, grazie alla segnalazione dell’Associazione per la tutela delle opere dell’artista, che ha denunciato un’insolita e continua richiesta di verifica di autentiche di dipinti, hanno permesso di accertare che opere falsamente attribuite a Reggiani, erano state immesse sul mercato nazionale grazie alla complicità di gallerie, collezionisti privati e mercanti d’arte, prevalentemente attraverso l’utilizzo di piattaforme “e-commerce”, eludendo così le norme vigenti sull’esercizio del commercio.

Il ruolo fondamentale della compagine criminale, era svolto da un mercante abruzzese che, attraverso una serie di intermediari sull’intero territorio nazionale, aveva messo in circolazione un numero indefinito di beni  falsi.

L’uomo si sarebbe avvalso della collaborazione, tra gli altri, di un complice residente a Lecce.

 

I dipinti, risultati copie di opere autentiche, erano riproduzioni estrapolate dal catalogo generale delle produzioni del pittore, pubblicato in bianco e nero negli anni ’90 geometricamente identiche a quelle catalogate, ma con colorazioni diverse dalle originali.

Un importante aiuto per le indagini è stato fornito dall’Associazione Reggiani, costituitasi nel 2019, che ha eseguito l’autenticazione su tutte le opere sequestrate, accertandone la non autenticità.

I quadri posti sotto sequestro, messi in vendita a prezzi compresi tra 15mila e 70mila euro, avrebbero fruttato oltre un milione di euro. Moltissime le vittime del raggiro che si sono ritrovate in casa dipinti falsi pagati migliaia di euro.

I sequestri sono avvenuti nelle province di Lecce, Napoli, Perugia, Teramo, Cagliari, Milano, Firenze, Roma, Alessandria, Como, Modena, Cesena, Ferrara, Brescia, Savona, Padova e La Spezia, con la collaborazione dei militari dell’Arma territoriale e dei Nuclei Tutela Patrimonio Culturale territorialmente competenti.

Sono state deferite all’Autorità Giudiziaria complessivamente 23 persone ( ci sono anche due salentini) coinvolte a vario titolo nella ricettazione e per aver posto in circolazione opere d’arte false o contraffate.



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