Maxi frode con il gasolio agricolo “Aurum Petrol”: 20 persone finiscono sotto processo

L’operazione investigativa ha visto coinvolta una società con sede in Ugento, operante nel settore del commercio all’ingrosso di carburanti, gestita da un imprenditore di Taviano

Venti persone finiscono sotto processo, al termine dell’udienza preliminare relativa all’inchiesta “Aurum Petrol” che, nel marzo del 2019, ha permesso di scoperchiare una maxi frode con il gasolio agricolo.

Il gup Giulia Proto ha rinviato a giudizio: Antonio Rainò, 57enne di Taviano; Maria Immacolata Palese, 89enne di Taviano; Alessandro Manco, 49 anni di Taviano; Rocco Vita, 62 anni di Taviano; Sebastiano Muia, 45enne di Racale; Stefano Terragno, 40enne di Nardò; Monica Filieri, 33enne di Nardò; Antonio Caprifico, 46enne di Galatone; Salvatore Corsano, 85 anni di Taviano; Davide Gabellone, 36 anni di Nardò; Giuseppe Corradino, 50 anni di Nardò; Fernando Pirmiceri, 58 anni di Ugento; Gabriella Carratta, 51enne di Ugento; Luigi Rainò, 26enne di Gallipoli; Luigi Nocco, 45enne di Taviano; Marco Casarano, 46 anni di Taviano, Guido Marra, 55 anni di Galatone.

Dovranno presentarsi il 7 giugno prossimo dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, per l’inizio del processo.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Biagio Palamà, Francesco Fasano, Mario Liviello, Luigi Covella, Michelangelo Gorgoni, Stefano Parlati, Tommaso Valente, Donato Manelli, Vito De Matteis, Ladislao Massari.

Preite Massimiliano, 40 anni di Taurisano e Dario Cuna, 66 anni di Melissano, i due autisti della società di Rainò, hanno chiesto ed ottenuto il patteggiamento ad 1 anno e 4 mesi, con pena sospesa e non menzione della condanna. Sono difesi dall’avvocato Mario Liviello.

Le indagini

L’operazione investigativa da parte delle Fiamme Gialle di Lecce, condotta dal pm Donatina Buffelli, ha portato nel marzo del 2019 all’esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare, emessa dal gip nei confronti di quattro persone (una in carcere e tre con obbligo di dimora), ritenute responsabili insieme ad altri 18 di una associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale nel settore delle accise.

La frode ha visto coinvolta una società con sede in Ugento, operante nel settore del commercio all’ingrosso di carburanti, gestita dall’imprenditore di Taviano Antonio Rainò, il quale, con la complicità dei dipendenti, di vari imprenditori agricoli e numerosi faccendieri, ha costituito e promosso un collaudato sistema di frode perpetrato attraverso la cessione, a soggetti non aventi titolo, di oltre tre milioni di litri di gasolio agricolo sottoposto ad aliquota accisa agevolata, i quali lo hanno poi destinato a usi diversi da quelli consentiti (autotrazione e riscaldamento domestico).

Le investigazioni svolte hanno permesso di appurare che i depositi commerciali di Ugento e Taviano, riconducibili entrambi alla società salentina e altri due depositi di prodotto petrolifero completamente abusivi, scoperti nelle campagne limitrofe, erano stati trasformati in veri e propri impianti di distribuzione stradale di carburante per autotrazione (rifornendo quotidianamente un elevatissimo numero di autoveicoli), ovvero in punti di distribuzione del carburante da destinare al riscaldamento domestico.

Inoltre, i Finanzieri della Compagnia di Gallipoli, hanno sottoposto a sequestro l’intero complesso aziendale a Ugento, oltre a dare esecuzione a un ulteriore provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, del valore di oltre 14 milioni di euro, nei confronti dei beni e delle disponibilità finanziarie risultati in capo agli artefici della frode fiscale.