Migranti siriani sulla Lecce-San Cataldo: sbarcati in 24 nella notte

Sarebbero di origine siriana i 24 migranti sbarcati stamattina a San Cataldo, poi intercettati dalla polizia leccese alle prime luci dell’alba. Con loro anche cinque bambini. Adesso si trovano al ‘Don Tonino Bello’ di Otranto.

Zaini sulle spalle, stanchi, provati dal viaggio. Presenti anche bambini, cinque per la precisione. Nei loro occhi, oltre alla stanchezza, si leggeva la speranza di chi vuol fuggire da crisi politiche, povertà e guerre. Disposti a tutto, anche a fronteggiare viaggi pericolosissimi pur di lasciare quel luogo devastato da una miseria intollerabile. E, giungendo in Italia, sanno quanto meno che – sebbene non troveranno subito la giusta sistemazione economica – aumenterebbero le loro possibilità di sopravvivenza. Queste le storie dei migranti che attraversano il mar Mediterraneo. Alcuni di essi, 24 per la precisione, alle prime luci dell’alba erano sulla strada Lecce-San Cataldo, rintracciati dalle forze dell’ordine nei pressi dello svincolo in direzione di Casalabate.

Sbarcati nella notte lungo costa adriatica, presumibilmente a San Cataldo in località Ciccio Prete, i soggetti – con ogni probabilità del caso originari della Siria – sono stati intercettati dalla polizia leccese mentre viaggiavano in direzione del capoluogo salentino. Affaticati, ma dalle condizioni di salute piuttosto buone. Come hanno fatto, dunque, ad arrivare alle porte di Lecce? Primissime testimonianze – ancora senza riscontri ufficiali – raccontano di una partenza dalle coste greche a bordo di un gommone. Gli scafisti, non appena lasciati sulla terraferma i propri passeggeri, sarebbero riusciti a ripartire sfuggendo ai controlli militari.

Adesso, i cittadini stranieri si trovano presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. Verranno rifocillati, eventualmente sottoposti a visite mediche e poi a procedure di identificazione. Spesso, dietro tali arrivi esistono vere e proprie situazioni di disperazione. Peraltro, ancora non ci si capacità per le 900 morti nel Canale di Sicilia. Qualche giorno fa, inoltre, sotto la Prefettura di Lecce venne messo in piedi anche un flash mob per sensibilizzare i leccesi. Proprio in quell’istante, contemporaneamente, il Premier Renzi relazionava in Senato sul discorso da leggere 24 ore dopo al consiglio straordinario UE.



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