Minaccia un barista con una pistola, poi i carabinieri lo rintracciano e li prende a calci. Arrestato

Nel bar dopo aver esibito con spavalderia una pistola se l’è sistemata nella cintola dei pantaloni. In casa, ha preso a schiaffi, pugni e morsi i carabinieri che hanno bussato alla sua porta. Per Carlo Maci si sono aperte le porte di Borgo San Nicola

Sembra un film, con tanto di colpo di scena ‘inaspettato’ il racconto del titolare di un bar di Campi salentina. La location dell’episodio che ha interrotto la tranquillità di una domenica pomeriggio qualunque, è proprio il suo “Las Vegas”, nel centro della cittadina. Protagonista, invece, è Carlo Maci 47enne del posto e personaggio sinora sconosciuto alle cronache locali. Quando l’uomo si è presentato intorno alle 15.30 nel locale, all’interno era presente solo il gestore. Fuori, invece, due clienti stavano chiacchierando, tra cui una ragazza. Una scena normale, tipica di un pomeriggio domenicale.  
 
All’improvviso, però, stando alla denuncia del barista raccolta, il 47enne avrebbe iniziato a pronunciare ‘ingiurie’ contro la sorella del titolare, senza un motivo apparente o forse motivate dalla rabbia in relazione ad un episodio accaduto qualche giorno prima. Tant’è che ad un certo punto, noncurante delle sollecitazioni ad allontanarsi, ha estratto una pistola da una tasca del suo giubbotto e dopo averla esibita con spavalderia se l’è infilata nella cintola dei pantaloni. Il tutto mentre continuava ad inveire contro il titolare dell’esercizio commerciale, senza un perché.
 
 La stessa scena si è poi ripetuta quando la ragazza che si stava intrattenendo all’esterno è entrata nel bar, forse non accorgendosi di quello che stava accadendo. Maci ha estratto di nuovo la pistola, l’ha esibita con la stessa spavalderia di prima, senza mai puntarla fortunatamente contro i due “interlocutori”, e dopo averla risposta nella tasca del giubbotto si è allontanato, non prima di riservare al titolare qualche altra colorita minaccia.  
 
Immediatamente allertata, è intervenuta una pattuglia del NORM – Aliquota Radiomobile di Campi Salentina, che ha cominciato a cercare l’uomo per le strade di Campi fino a quando non lo ha trovato in casa sua, apparentemente calmo. La “sorpresa” però è tardata ad arrivare.  La prima è arrivata durante la perquisizione personale quando i militari hanno ritrovato nel giubbotto dell’uomo la pistola “Tanfoglio” cal. 9×21, detenuta illegalmente, con caricatore vuoto. La seconda è scattata quando lo hanno invitato a seguirli in caserma per gli ulteriori accertamenti: il 47enne ha reagito colpendo uno dei due militari con pugni e schiaffi al volto. Ne è nata una piccola colluttazione, nel corso della quale lo stesso carabiniere ha subito anche un violento morso a una coscia.
 
Anche il trasporto sull’auto di servizio è stato particolarmente problematico: Maci questa volta ha preso di mira il veicolo, tanto che è stato necessario l’intervento di una guardia giurata e di altra pattuglia della Stazione di Squinzano in ausilio agli operanti.
 
In mezzo, un’infinità di ingiurie contro la pattuglia che lo stava bloccando.
 
L’ultima sorpresa è arrivata nel corso della perquisizione all’abitazione del  47enne  dove sono stati rinvenuti e sequestrati quattro pugnali con lama (anche seghettata, tipo-“Rambo”) lunga dai 14 ai 20 cm, due bisturi confezionati, una fionda artigianale e altri 4 coltelli a serramanico.
 
Alla fine Maci è stato arrestato. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Lecce, dove ora si trova su disposizione del dott. Emilio Arnesano, P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribuanle di Lecce.
 
Dovrà rispondere di porto illegale di arma comune da sparo, resistenza a Pubblico ufficiale, oltraggio a Pubblico ufficiale, minaccia aggravata, danneggiamento, detenzione abusiva di armi bianche.



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