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Omicidio Racale: condannato a 16 anni il killer di Egidio Sava

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 16:47
in Cronaca
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È arrivata la condanna a 16 anni nei confronti del 38enne di Racale, Francesco Mastroleo, per l'omicidio volontario del melissanese Egidio Sava. Nel processo celebratosi in abbreviato, il Gup Giovanni Gallo ha dunque accolto la tesi dell'accusa ed ha anche disposto un risarcimento di 100mila euro per la moglie ed il figlio e di 20mila euro per gli altri familiari che si erano costituiti parte civile.
 
Il sostituto procuratore, Giuseppe Capoccia, nel corso della sua requisitoria tenutasi nella scorsa udienza, aveva chiesto la stessa pena ed aveva escluso le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. Nella stessa giornata, c'erano state le arringhe difensive. Anzitutto, quella della parte offesa, con l 'avvocato Massimo Basurto che ha depositato una corposa memoria, per dimostrare come Mastroleo sia affetto da un disturbo bipolare e da un conseguente vizio parziale di mente. I legali delle parti civili, avvocati Mario Coppola, Giovanni Verardi, Vincenzo Del Prete e Silvio Caroli, invece, hanno chiesto che le aggravanti vengano riconosciute così come contestato nel capo d’imputazione.
 
Durante il processo, si era ampiamente dibattuto, a colpi di perizie mediche, sulla effettiva "capacità di  intendere e di volere" di Mastroleo, quando ammazzò il suo amico di Melissano. Si erano dunque dati battaglia, lo psichiatra Domenico Suma, nominato dal gip e il consulente della difesa, Angelo Serìo. Per il perito del Tribunale, il 38enne di Racale si trovava nelle "condizioni di intendere e di volere", quando ammazzò Sava. Il consulente dei difensori di Mastroleo, invece, concluse che le patologie legate ad uno stato di tossicodipendenza dell'imputato, ne avrebbero considerevolmente condizionato le capacità psico-fisiche.
 
L’omicidio del 28enne di Melissano risale al 25 giugno scorso e si verificò alla periferia di Racale. Un’iniziale discussione (pare che Mastroleo sorprese l’amico in possesso di un anello appartenuto alla madre e di circa 40 euro rubati in casa) sarebbe degenerata con l'accoltellamento di Sava, raggiunto con quindici fendenti. Egli riuscì, comunque, a fuggire a bordo della sua vettura, ma dopo avere percorso qualche metro si schiantò contro un muretto. L’auto prese fuoco e il 28enne uscì dall’abitacolo, ma morì a pochi metri di distanza.

Tags: omicidi
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